27 settembre 2013 / 06:37 / tra 4 anni

Intesa, nodo Ceo a consigli martedì, no interventi Mps

di Paola Arosio e Gianluca Semeraro

MILANO (Reuters) - I consigli di gestione e sorveglianza di Intesa Sanpaolo che si riuniranno martedì prossimo saranno un passaggio cruciale per il Ceo Enrico Cucchiani ormai ai ferri corti con gli azionisti e i vertici della banca.

I consigli potrebbero decidere di sfiduciare Cucchiani, la cui gestione, improntata a una totale autonomia, ha sollevato non pochi disagi in banca e tra i soci.

“Che ci sia enorme insoddisfazione è un dato di fatto, ci sono divergenze sulla strategia e la gestione”, dice una fonte vicina alla banca e agli azionisti. “Non si può far finta di niente, martedì è un giorno importante”.

Un‘altra fonte frena un po’ e non esclude che i consigli possano, invece, essere interlocutori. “La sensazione è che la bomba sia esplosa un po’ troppo presto. Soluzioni affrettate potrebbero nuocere alla banca”, spiega.

Tuttavia alcuni osservatori si spingono già a ipotizzare un accordo di massima sulla sostituzione di Cucchiani. “Quel che è certo è che i soci si sono sempre mossi all‘unisono”, ricorda una fonte vicina al dossier. E la seconda fonte osserva come i soci “se ci fosse da scegliere tra una figura di lungo corso della banca, cioè Giovanni Bazoli, e un‘altra arrivata da poco, non esiterebbero a propendere per la prima”.

Le divergenze di vedute con il presidente del consiglio di sorveglianza Giovanni Bazoli sarebbero il motivo principale della messa in discussione di Cucchiani. La fonte ritiene infatti più pesanti, nel bilancio della gestione Cucchiani, le criticità sullo stile di management che non le divergenze su alcuni dossier caldi come Telco o Rcs. “Ammesso che ci siano, non sono la componente essenziale”, dice.

OCCHI SU STRATEGIA CUCCHIANI, GESTIONE DOSSIER

A Cucchiani, da dentro e fuori la banca, viene imputato uno stile di gestione molto accentrato che ha portato a una “profonda e crescente insoddisfazione dal basso verso l‘alto e il consenso non è un optional”. “Cucchiani in banca parla con pochissima gente e ha fatto andar via molti bravi manager”, osserva un insider della banca.

Ha causato poi non pochi mal di pancia nelle fondazioni azioniste l‘idea - non è chiaro quanto concreta - lanciata da Cucchiani nell‘ultima conference call su un matrimonio europeo quantomeno alla pari, operazione destinata a diluire la presenza degli enti nell‘azionariato della banca ed ad accrescere in proporzione il potere del ceo.

Sui dossier, più fonti vicine alla situazione escludono nel modo più netto che un elemento di scontro riguardi un eventuale sostegno a Monte Paschi, oggi citato da alcuni report di mercato. “Mps deve risolvere i suoi problemi da sola”, dice una fonte.

Frase che trova conferma nella smentita del presidente del consiglio di gestione Gian Maria Gros-Pietro. “Le indiscrezioni apparse su agenzie di stampa relative a una qualsiasi forma di aggregazione tra Intesa Sanpaolo e Banca Monte dei Paschi di Siena sono completamente destituite di fondamento”, dice Gros-Pietro in una nota.

Se Monte Paschi è un ‘non-tema’, secondo le ricostruzioni di alcuni quotidiani ci sarebbero invece difformità di vedute fra Cucchiani e Bazoli sia su Telco che su Alitalia. Mentre l‘uscita della banca dalla holding che controlla Telecom è ormai delineata, il dossier Alitalia, alla ricerca di nuovi fondi che potrebbero venire da un aumento della presenza di Air France, è più aperto che mai.

Alcuni osservatori citano anche la vicenda della Carlo Tassara di Romain Zaleski, imprenditore con antichi legami di amicizia con Bazoli. A Cernobbio, interpellato sul tema, Cucchiani non aveva esitato a ricordare che gli affidamenti a Zaleski erano stati concessi prima del suo arrivo anche se aveva poi sottolineato che il mestiere di banchiere “non è quello di giudicare il passato”.

In effetti tutti questi fronti caldi - in particolare Telco e Alitalia - sono arrivati sulla scrivania di Cucchiani, Ceo di Intesa da poco meno di due anni, dalla precedente gestione di Corrado Passera, quando Intesa si proponeva come banca di sistema. Concetto sul quale l‘attuale Ceo si è detto più volte contrario salvo poi partecipare ad alcune operazioni - vedi Camfin e la stessa Rcs - squisitamente “di sistema”.

L‘appuntamento è dunque per i consigli di martedì il cui esito è al momento aperto. “Può darsi che ci sia spazio per ragionare su questi aspetti (critici). Ma l‘impressione è che siamo su un piano inclinato”, dice la fonte vicina agli azionisti.

Quanto a un‘eventuale successione, il nome al momento più gettonato è quello del direttore generale Carlo Messina “che forse non a caso nell‘ambito della recente riorganizzazione è stato nominato anche vicario”. Nomina che è arrivata lo scorso maggio insieme alla responsabilità della Banca dei Territori.

Messina potrebbe anche essere una soluzione ponte in attesa di un nuovo capo azienda che alcuni si spingono a identificare con un inedito “ritorno al futuro” in Passera. “Se decidi di mandar via uno dello standing di Cucchiani devi proporre come alternativa un nome altrettanto di peso”, osservano più fonti.

Bazoli e Gros-Pietro, secondo alcune indiscrezioni stampa, sono stati a Roma in Banca d‘Italia in settimana. Top secret l‘argomento dell‘incontro, che ha comunque solleticato la curiosità di molti. Diversi hanno scommesso che almeno un cenno al Governatore sulla sostituzione di Cucchiani sia stato fatto.

- Hanno collaborato Andrea Mandalà e Giulio Piovaccari

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below