September 24, 2013 / 11:38 AM / in 5 years

Telecom Italia, prossimo passo in Sudamerica, ipotesi Vivo-Tim Brasil

MILANO (Reuters) - L’accordo tra Telefonica e i soci italiani di Telco dovrebbe ottenere il via libera delle autorità brasiliane e il primo passo del gruppo spagnolo per la riorganizzazione dell’operatore italiano sarà proprio in America Latina.

Lo dicono due fonti vicine alla situazione che hanno opinioni diverse sulla dismissione di Tim Brasil, ma una di loro ritiene che si possa realizzare la fusione con Vivo, magari con la cessione di asset.

“Ogni cambiamento dell’assetto azionario di Telco ha bisogno di una pre-approvazione, per questo accordo non è stato necessario, perché non cambia nulla”, dice una fonte vicina alla vicenda. “Ora è comunque necessario presentare l’intesa ad Anatel e Cade, ma non penso ci saranno problemi”.

Una seconda fonte conferma che si attende un via libera.

Telecom controlla Tim Brasil e Telecom Argentina.

La fonte ricorda che Telefonica non può aumentare i diritti di voto in Telco senza approvazione delle autorità.

“Di sicuro il primo passo di Telefonica sarà in America Latina, in Brasile e Argentina”, aggiunge.

OPINIONI CONTRASTANTI SU DISMISSIONE TIM BRASIL

Per quanto riguarda Tim Brasil “Telefonica non può vendere ad altri operatori, tra cui Vivo, che controlla”, aggiunge la prima fonte, smentendo l’ipotesi di spezzatino di Tim Brasil.

Nelle ultime settimane si è parlato di divisione di Tim Brasil e di vendita agli altri gruppi del settore.

Nel Paese operano nella telefonia mobile, oltre a Tim Brasil, Telefonica Brasil con il marchio Vivo, Oi e Claro di America Movil.

“Una fusione tra Tim Brasil e Vivo non è improbabile, va negoziata con le autorità”, aggiunge la fonte. “Potrebbe essere richiesta la cessione di asset dopo l’operazione”.

Una seconda fonte vicina alla vicenda dice invece che la fusione tra i due operatori è “improbabile” e che l’ipotesi più praticabile resta quella della vendita a pezzi.

Sulla possibilità di una fusione Telecom Italia-Telefonica, la prima fonte commenta: “Di sicuro Telecom Italia è un asset strategico, Telefonica non vuole che cada in mani straniere”.

Telco, holding di controllo del gruppo, detiene il 22,4% di Telecom ed è partecipata da Telefonica al 46,18%, Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l’11,62% ciascuna e Generali con il 30,58%.

(Stefano Rebaudo)

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