September 24, 2013 / 6:47 AM / 5 years ago

Telecom, Telefonica compra altri 9 mesi, possibile acquisto quota Telco

di Stefano Rebaudo

Il presidente di Telecom Italia Franco Bernabè. REUTERS/Stringer

MILANO/ROMA (Reuters) - Telefonica compra altri 9 mesi di status quo in Telecom Italia con un esborso cash e azioni per circa 850 milioni, che andranno a ridurre il debito di Telco, al fine di controllare il break-up del gruppo e si riserva per il futuro la possibilità di acquistare le quote dei soci italiani in Telco.

Secondo una fonte vicina alla vicenda, l’ipotesi di fusione resta per ora solo una possibilità e Telefonica sembra orientata a metterla in pratica “solo se fosse a rischio il suo controllo sull’operatore italiano”.

Non è neanche sicuro che voglia aumentare la sua partecipazione, aggiunge, che di fatto rimane stabile in termini di diritti di voto a meno di un’azione in direzione diversa da parte del gruppo spagnolo.

La quota salirà con effetto immediato al 66% in seguito a un aumento di capitale Telco riservato a Telefonica da 324 milioni finalizzato a ridurre il debito, ma in azioni senza voto.

I temi all’ordine del giorno per Telecom Italia sono: un’operazione su Tim Brasil per eliminare i problemi antitrust, evitare la nazionalizzazione di Telecom Argentina e lo scorporo della rete telefonica fissa, che a questo punto potrebbe essere a rischio.

LETTA: CON CAPITALI EUROPEI AZIENDA SARA’ MIGLIORE

In serata, parlando da New York, il presidente del Consiglio, Enrico Letta, è intervenuto pesantemente nella vicenda dicendo che con l’apporto di capitali europei l’azienda potrà essere migliore di quanto non sia stata negli ultimi 15 anni, dopo la privatizzazione e ha detto che il governo vigilerà sugli aspetti occupazionali e strategici dell’operazione.

FOCUS SU AMERICA LATINA

“Il prossimo passo di Telefonica sarà in Sudamerica”, dice una seconda fonte vicina alla vicenda.

Anche il patto Telco rimane in vita con la sua scadenza a febbraio 2015 e prevede una possibilità di uscita tra il 15 e il 30 giugno del 2014, rinviata di 9 mesi rispetto al 28 settembre.

A giugno del prossimo anno, i soci italiani potranno tornare a esercitare il loro potere di pressione, minacciando di uscire dalla holding e di lasciare il gruppo italiano vulnerabile a un takeover ostile.

SOCI ITALIANI NON VENDONO, MA UNA CALL PER TELEFONICA

Gli esborsi previsti dall’accordo saranno utilizzati per sottoscrivere un paio di aumenti di capitale riservati di Telco che però daranno al gruppo spagnolo azioni senza voto, mentre la struttura azionaria in termini di diritti di voto resterà immutata. Le azioni Telefonica saranno conferite ai soci a 10,86 euro per acquistare una parte del bond Telco.

A Mediobanca e Intesa Sanpaolo rimarrà da finanziare debito bancario per 700 milioni.

Telco, holding di controllo del gruppo, detiene il 22,4% di Telecom ed fino a ieri era partecipata da Telefonica al 46,18%, Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l’11,62% ciascuna e Generali con il 30,58%.

Nell’ambito dell’accordo non è prevista la vendita delle quote dei soci italiani a Telco, ma solo la facoltà del gruppo spagnolo di acquistarle una volta risolte le questioni antitrust in Sudamerica.

Secondo una fonte della Comisión Nacional de Defensa de la Competencia (Cndc), l’Autorità antitrust in Argentina esaminerà l’operazione.

Il prezzo è sicuramente interessante, considerato l’attuale valore di mercato, perché è il massimo tra 1,1 euro e la quotazione di borsa.

Il titolo ha chiuso in rialzo dell’1,69%, a 0,60 euro, sotto i massimi di seduta di 0,619 euro. I volumi sono stati vorticosi, quasi quattro volte la media media giornaliera e pari a oltre il 4% del capitale.

Ma gli azionisti di minoranza sarebbero probabilmentre esclusi da un’operazione del genere e arrivano già le prime proteste dalle associazioni di categoria.

TELEFONICA PUO’ SALIRE AL 65% DEI DIRITTI DI VOTO

L’esborso di Telefonica, cash e azioni, sarebbe di circa 850 milioni di euro e la sua partecipazione in Telco salirebbe al 70%, ma sempre in azioni senza diritti di voto.

Telefonica può convertire questi titoli in azioni con diritto di voto, una volta risolti i problemi antitrust.

Senza una mossa in questa direzione la possibilità potrebbe rimanere lettera morta e lasciare il gruppo spagnolo nella situazione attuale.

Se poi Telefonica volesse esercitare il diritto a trasformare le sue nuove azioni, i suoi voti potrebbero salire a un massimo pari al 65% del totale, e i suoi spazi nell’ambito della governance non maggioritari, secondo l’accordo.

Avrebbe diritto a nominare cinque amministratori su dieci in Telco. In Telecom Italia, invece, sarebbero sempre i soci italiani a nominare il numero maggiore di amministratori nella lista riservata alla holding: i primi due e poi dividere equamente con Telefonica i rimanenti, secondo l’intesa.

IN BRASILE ANCHE IPOTESI FUSIONE VIVO-TIM BRASIL

Per quanto riguarda Tim Brasil “Telefonica non può vendere ad altri operatori, tra cui Vivo, che controlla”, dice la seconda fonte vicina alla vicenda, smentendo l’ipotesi di spezzatino di Tim Brasil.

Nelle ultime settimane si è parlato di divisione di Tim Brasil e di vendita agli altri gruppi del settore.

Nel Paese operano nella telefonia mobile, oltre a Tim Brasil, Telefonica Brasil con il marchio Vivo, Oi e Claro di America Movil.

“Una fusione tra Tim Brasil e Vivo non è improbabile, va negoziata con le autorità”, aggiunge la fonte. “Potrebbe essere richiesta la cessione di asset dopo l’operazione”.

Una terza fonte vicina alla vicenda dice invece che la fusione tra i due operatori è “improbabile” e che l’ipotesi più praticabile resta quella della vendita a pezzi.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below