23 settembre 2013 / 17:02 / tra 4 anni

Dbrs: rating Italia ancora valido, attesa Legge Stabilità

di Gabriella Bruschi

MILANO (Reuters) - L‘agenzia di rating Dbrs non vede variazioni della sua valutazione sul rating dell‘Italia nell‘immediato.

Lo dice in un‘intervista a Reuters, a ridosso della Nota di aggiornamento del Def, Giacomo Barisone, Senior Vice President per i rating sovrani di Dbrs.

L‘attuale rating ‘A low’ di Dbrs, una delle quattro agenzie seguite dalla Bce, beneficia del buon livello dell‘avanzo primario dell‘Italia, dell‘efficace gestione del debito e del basso debito privato. Ma la vera prova del fuoco sarà la Legge di Stabilità di metà ottobre con la quale il governo dovrà dimostrare di essere in grado di condurre una strategia volta alla sostenibilità dell‘elevato debito pubblico, ma nello stesso tempo a far ripartire l‘economia.

“Dbrs assegna attualmente un rating ‘A low’ con trend negativo. Il rating è compatibile con il buon livello di avanzo primario (2,4% per il 2013), il ridotto indebitamento privato, una gestione efficace del debito pubblico e l‘impegno del governo volto a mantenere un consolidamento fiscale nel medio termine” dice Barisone.

“La nota di aggiornamento al Def è in linea con quanto ci aspettavamo, ma ora attendiamo di vedere - nella Legge di Stabilità prevista per metà ottobre - quale sarà la strategia fiscale a medio-lungo del governo. In particolare occorre vedere come verrà tracciata la traiettoria per la sostenibilità del debito e in quale misura la recessione avrà un impatto negativo sulla posizione fiscale” spiega l‘analista.

Dbrs ha abbassato il rating sull‘Italia il marzo scorso portandolo a ‘A low’ da ‘A’, mantenendo il ‘trend’ negativo. L‘agenzia di rating canadese è l‘ultima delle quattro considerate dalla Bce a mantenere la valutazione dell‘Italia nella categoria ‘A’.

Il rating ‘A low’ di Dbrs preserva i titoli di Stato italiani da una peggiore valutazione per l‘utilizzo come collaterale nell‘operazione della Bce. La Banca centrale europea infatti tiene conto della valutazione delle quattro agenzie di rating sia per decidere l‘idoneità dei titoli da dare a garanzia nelle operazioni di rifinanziamento, sia per valutare la portata degli haircut da applicare ad essi. In particolare, per gli haircut scatta un incremento se si esce dal gruppo ‘A’ dei rating. La regola generale Bce è che vale il rating migliore di una delle quattro agenzie.

ATTESA IN LEGGE STABILITA’ AZIONI PER RILANCIARE ECONOMIA

Dbrs pone l‘accento sulla necessità di misure volte a far ripartire l‘economia, soprattutto attraverso l‘alleggerimento del sistema fiscale che grava sulle aziende e sul mercato del lavoro.

“Occorrerà vedere se [nella Legge di Stabilità] ci sarà la volontà del governo di implementare le riforme strutturali mirate a fare ripartire la domanda interna” dice ancora Barisone. “In particolare si dovrà vedere se il governo sarà in grado di agire in maniera più incisiva sul mercato del lavoro, alleggerendo il cuneo fiscale a carico delle imprese per far ripartire la competitività, e di procedere in maniera trasparente sul sentiero di valorizzazione del patrimonio pubblico mirato ad abbattere il debito”.

“Tutti questi fattori di incertezza sono già incorporati nel rating A low. Non ci aspettiamo pertanto ripercussioni sul rating nell‘immediato”.

MARGINI MANOVRA RISTRETTI PER GOVERNO LETTA

Per l‘agenzia di rating canadese, la nota di aggiornamento del Def è risultata in liena con le attese.

“Nonostante timidi segnali di ripresa, i ben noti problemi strutturali permangono. L‘Italia ha bisogno di recuperare la competitività che ha perso nell‘ultimo decennio. Ciò che preoccupa è che il lavoro del governo verso le riforme possa essere ostacolato dai veti incrociati dei partiti. L‘incertezza sul fronte politico continua a perdurare, con una situazione problematica che mostra un governo fragile, cosicchè appare difficile l‘implementazione delle riforme istituzionali, economiche e fiscali” afferma poi Barisone.

L‘analista Dbrs riconosce che “sul fronte economico il governo Letta ha fatto qualche passo in avanti accelerando i pagamenti dei debiti pregressi della pubblica amministrazione”, ma aggiunge che “sul fronte fiscale ha margini di manovra ristretti visti i veti incrociati della coalizione e visto l‘elevato e crescente debito pubblico al 133,2% del Pil nel 2013 (13 punti percentuali in più rispetto al 2011)”. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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