September 23, 2013 / 3:17 PM / in 5 years

Telecom Italia, Catricalà: difficile imporre scorporo rete

ROMA (Reuters) - Il vice ministro dello Sviluppo economico, Antonio Catricalà, ha detto oggi che è troppo difficile imporre a Telecom Italia lo scorporo della rete telefonica, provocando una impennata del titolo in Borsa, dove ha chiuso a +3,42% dopo aver segnato un guadagno fino al 4%.

Telefoni pubblici nel centro di Milano. REUTERS/Stefano Rellandini

La battuta di Catricalà ha corretto quanto un membro del consiglio dell’AgCom, Antonio Preto, aveva detto in precedenza che l’Autorità per le comunicazioni potrebbe imporre lo scorporo, se Telecom non dovesse procedere volontariamente allo spin off.

Anche un comunicato dell’Agcom ha frenato la portata di tale affermazione, precisando, a nome dello stesso Preto, che “le ipotesi per garantire la parità di accesso alla rete attraverso nuove regole, pur previste dalla recente raccomandazione della Commissione europea, sono allo stato puramente teoriche e non sono state oggetto di alcuna discussione in seno al Consiglio dell’autorità”.

Da tempo si valuta l’ipotesi che gli spagnoli di Telefonica, già presenti con il 46,18% in Telco - holding che controlla Telecom Italia con il 22,4% e alla quale partecipano anche Intesa SanPaolo e Mediobanca con l’11,62% ciascuna e Generali con il 30,58% - possano assumere il controllo dell’ex monopolista italiano delle tlc.

“Tutti vorremmo che le aziende restassero italiane. Ma questo è il mondo dei sogni, il mondo reale è quello della concorrenza globale. Quindi è inutile innalzare i vessilli se poi non si ha l’esercito”, ha detto ancora Catricalà nel corso del suo intervento a un convegno sulle tlc.

A metà luglio i vertici di Telecom Italia hanno avvertito di voler contare su condizioni regolamentari favorevoli prima di intraprendere qualsiasi passo in direzione del progettato spinoff della rete fissa.

BASSANINI (CDP): MAI PARLATO DI INVESTIRE IN TELECOM

Oggi Marco Patuano, Ad di Telecom, ha rimarcato che la società continuerà a portare avanti il progetto di scorporo della rete fissa senza bisogno di imposizioni.

Ma ha aggiunto che “il modo in cui si raggiungerà l’equivalence of input e il tipo di scorporo dipenderà anche dal dividendo regolatorio che ci riconoscerà l’autorità”.

Sul fatto che questa operazione rientri nel libero arbitrio di Telecom ha insistito anche il presidente del gruppo di tlc, Franco Bernabé: “Credo che per procedere a uno scorporo non volontario, non previsto dalle normative, servono motivi di gravità eccezionali, che non sussistono assolutamente in Italia”.

Nella prospettiva di un rimescolamento dell’azionariato, torna d’attualità anche l’ipotesi di un investimento della Cassa depositi e prestiti in Telecom, ma oggi sia Catricalà che il presidente della Cdp, Franco Bassanini, hanno evitato di avvalorarla.

Catricalà ha detto che “un investimento diretto” della Cdp in Telecom non è all’ordine del giorno. E Bassanini: “Mai dichiarata una disponibilità a investire in Telecom, non ci siamo mai espressi”.

La settimana scorsa l’Ad di F2i, Vito Gamberale, aveva auspicato una possibile sinergia tra Telecom e Metroweb, l’azienda che gestisce una delle tre grandi reti fisse di tlc in Italia.

Metroweb è attualmente controllata con l’87,16% del capitale da Metroweb Italia, partecipata a sua volta al 46,2% dal Fondo Strategico Italiano, del gruppo Cdp, e al 53,8% da F2i.

(Alberto Sisto, Roberto Landucci)

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