20 settembre 2013 / 18:00 / tra 4 anni

Telecom, fonti: trattative per status quo Telco altri 6 mesi

MILANO (Reuters) - Telefonica e i soci italiani di Telecom Italia stanno trattando sull‘ipotesi di mantenere lo status quo o quasi in Telco per altri sei mesi circa dal 28 settembre, per avere più tempo per studiare un piano di riorganizzazione, che potrebbe prevedere cessioni di asset e forse la fusione.

Telco, holding di controllo del gruppo, detiene il 22,4% di Telecom ed è partecipata da Telefonica al 46,18%, Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l‘11,62% ciascuna e Generali con il 30,58%.

“Si sta lavorando a una soluzione che consenta a Telefonica di non acquistare nuove azioni Telecom Italia e di mantenere lo status quo per un certo tempo”, dice una fonte vicina alla vicenda. “L‘idea è una proroga di 6 mesi, forse un anno”.

“Si potrebbe arrivare a mantenere lo status quo fino a marzo”, dice una seconda fonte vicina alla vicenda.

Una terza fonte sottolinea che “in presenza di un‘operazione di Telefonica su Telco è possibile che ci sia un prolungamento della vita della holding per definire l‘operazione, ma si stanno vagliando tante soluzioni”.

“L‘ipotesi è che Telefonica offra un incentivo ai soci italiani, senza però aumentare la sua partecipazione in Telecom Italia”, aggiunge la prima fonte. “I colloqui sono in fase piuttosto avanzata”.

Dopo la notizia il titolo ha accelerato al ribasso fino a perdere oltre 3%. Ha poi chiuso in calo del 3,39% contro uno stoxx di settore in calo dello 0,12%.

Una fonte Mediobanca ribadisce che Piazzetta Cuccia vuole superare lo status quo su Telco.

In ogni caso eventuali disdette a fine settembre non implicherebbero di per sé un‘uscita immediata dal capitale di Telco. Gli accordi prevedono infatti che “le parti saranno obbligate a dare corso alla scissione entro un ragionevole periodo di tempo e comunque non oltre sei mesi”.

Se la scissione fosse efficace a scadenza, ci sarebbe un rinvio di fatto di altri sei mesi.

L‘eventuale uscita della sola Mediobanca viene considerata peraltro il mantenimento dello status quo, dice la seconda fonte.

Il patto scade in via definitiva a febbraio 2015.

Nei giorni scorsi una fonte ha detto che la sfida è “trovare una soluzione che porti liquidità agli azionisti Telco senza aumentare il debito di Telefonica”. [ID:nL5N0H72OZ]

BREAK-UP O FUSIONE, IPOTESI ALLO STUDIO

Sull‘ipotesi di break-up la prima fonte commenta: “Quello può essere un secondo passo”.

Ieri alcune fonti hanno detto che si guarda alla possibilità di cessioni di parti del gruppo e una fonte ha precisato che si va verso una riorganizzazione con una holding che controlla cinque divisioni - fisso, mobile, call center, servizi e rete - in vista della vendita. [ID:nL5N0HF222]

La fusione tra Telefonica e Telecom Italia è una possibilità, ma non l‘unica e il gruppo spagnolo potrebbe alla fine anche vendere la sua partecipazione.

“Non necessariamente”, dice la prima fonte in merito alla possibilità che si arrivi a una fusione. “Se si ottenesse la proroga si avrebbe più tempo per la cessione di tutte le azioni a un altro operatore, o solo della parte dei soci italiani”.

Per il momento non è stato possibile avere un commento dai diretti interessati.

(Stefano Rebaudo)

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