20 settembre 2013 / 07:16 / 4 anni fa

Btp chiudono poco mossi settimana positiva,attesa voto Germania, aste

MILANO (Reuters) - Chiusura poco variata per i Btp, che rifiatano dopo una settimana di rialzi ma perfomano comunque meglio del Bund, in vista della tornata di emissioni di fine mese del Teosro.

Operatori a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid

“Nella prima parte della seduta si è vista qualche presa di profitto dagli investiori nazionali, mentre nel pomeriggio sono arrivati un po’ di flussi in acquisto da oltreoceano, soprattutto sulla parte breve”, dice un dealer di una banca italiana specialista.

“La tenuta del mercato è un buon segnale, soprattutto se si considera che si va verso il weekend elettorale in Germania e la tornata d‘asta di fine mese”, aggiunge un secondo dealer da Milano.

Intorno alle 17,20 lo spread di rendimento tra decennali Btp e Bund si attesta a 239 punti base, dopo essere sceso fino a 237 punti base, minimo da un mese. Il differenziale stringe, dunque, di 3 centesimi rispetto alla chiusura di ieri, ed è una ventina di centesimi più basso rispetto a venerdì scorso.

Il tasso del decennale italiano, che a fine settimana scorsa si attestava al 4,58%, stasera viaggia al 4,282% dal 4,298% di ieri sera, e si conferma due centesimi più basso rispetto alla pari scadenza spagnola.

A favorire il rally delle ultime sedute sul mercato obbligazionario italiano, e sul resto dei periferici, un rinnovato appetito per il rischio degli investitori.

A innescarlo, prima l‘uscita di scena del ‘falco’ Larry Summers dalla lista dei candidati alla guida della Fed e poi la conferma, a sorpresa, delle misure di stimolo all‘economia da parte dell‘istituto centrale americano.

“La settimana si è chiusa in maniera positiva: la mossa della Fed ha preso in contropiede quelli che avevano smobilitato i periferici a vantaggio della carta core confidando in un trend al rialzo dei rendimenti. Siccome questa prospettiva non si è avverata, qualcuno è tornato sui suoi passi”, prosegue il dealer milanese

TENUTA GOVERNO E NUOVO QUADRO MACRO DEF SULLO SFONDO

La prospettiva del proseguimento dell‘attuale orientamento ultra-accomodante da parte della banca centrale Usa ha permesso ai Btp di superare indenni una serie di giornate complicate dal punto di vista della politica interna.

La tenuta del governo è stata considerata più volte in bilico dalla vicenda della decadenza del leader del Pdl Silvio Berlusconi, dopo la condannna definitiva per frode fiscale.

Al momento, però, nonostante il primo voto sfavorevole della giunta per le immunità, il Cavaliere non sembra intenzionato ad aprire la crisi, ma il percorso dell‘esecutivo resta pieno di ostacoli.

Ma se i timori di una nuova fase di instabilità politica non hanno prodotto reazioni scomposte sui mercati, secondo il premier Enrico Letta il peso di questa incertezza si è fatta sentire sui conti pubblici, come messo in evidenza dal nuovo quadro macro della nota di aggiornamento al Def.

Stamane, infatti, il governo ha ufficializzato il peggioramento delle stime sull‘andamento dell‘economia rispetto ad aprile e ratificato lo sforamento del deficit tendenziale, che al momento viaggia al 3,1%, dunque sopra la soglia del 3% entro la quale è necessario mantenersi per non subire una nuova procedura d‘infrazione dal‘Europa.

Uno scostamento il ministro dell‘Economia Fabrizio Saccomanni si è impegnato a correggere rapidamente, per rispettare gli impegni assunti in sede europea [ID:nL5N0HG1MN].

La necessità di operare una nuova correzione sui conti rischi dunque di mantenere alta la tensione nella maggioranza, che già dalla prossima settimana dovrà cercare di trovare un accordo sulla questione dell‘aumento dell‘Iva.

Il Tesoro sarebbe orientato a non procedere a un rinvio, che richiederebbe una copertura da un miliardo, per evitare il previsto aumento dell‘aliquota dal 1° ottobre. Il tema sarà oggetto di discussione nei prossimi giorni, ha spiegato Letta, ma il Pdl ha già minacciato di lasciare la maggioranza se l‘esecutivo non sarà in grado di rispettare tale obiettivo.

Nelle sale operative, nonostante le fibrillazioni e le dichiarazioni polemiche degli ultimi giorni, la convinzione è che le larghe intese siano destinate a proseguire.

“Al di là delle polemiche, dal sapore molto elettorale, non penso che ci saranno strappi o traumi ne’ da una parte nè dall‘altra, prestando il fianco alla speculazione o alle rimostranze dell‘Europa”, sostiene il secondo operatore.

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