September 18, 2013 / 3:31 PM / 5 years ago

Governo deciderà entro ottobre partecipazioni da vendere

ROMA (Reuters) - “Entro fine ottobre” il ministero dell’Economia provvederà ad individuare le partecipazioni da dismettere per ridurre l’elevato debito pubblico italiano.

Il presidente del Consiglio Enrico Letta. REUTERS/Tony Gentile

Lo si legge nella bozza di “Destinazione Italia”, il piano che il Consiglio dei ministri esaminerà domani per aumentare gli investimenti diretti in Italia.

Le dismissioni saranno realizzate “mediante procedure competitive” o “tramite operazioni di largo mercato rivolte a investitori istituzionali e al pubblico retail”, prevede la bozza.

“I tempi di realizzazione delle operazioni saranno più brevi per le operazioni che dovessero riguardare società quotate; una tempistica necessariamente più lunga sarà richiesta per le aziende che necessitassero di un processo di valorizzazione preliminare alla messa sul mercato”.

Un ruolo rilevante in tutto il processo sarà assunto dal comitato Privatizzazioni del Tesoro, spiega Destinazione Italia.

La valorizzazione del patrimonio pubblico riguarderà i beni pubblici in concessione. “Ad esempio, le concessioni balneari garantiscono all’Erario introiti soltanto per circa 130 milioni di euro all’anno. La lunga durata dei contratti di concessione limita la mobilità dei gestori e scoraggia gli investitori internazionali.

Con Destinazione Italia il governo vuole “lasciarsi alle spalle i pregiudizi e le semplificazioni con cui il tema dell’attrazione degli investimenti è spesso trattato e di non farsi contagiare da due sindromi contrapposte”.

Da un lato la “sindrome dell’outlet”, per cui attrarre investimenti significherebbe fare cassa svendendo allo straniero. L’altra è quella di “Fort Apache”, che spinge a dire “siamo in declino, alziamo muri per chiuderci e difendere così quello che ci resta”.

“In realtà le condizioni e le misure necessarie per trattenere in Italia gli investimenti, anche italiani, sono le stesse che servono per attrarne di nuovi dall’estero”, dice il governo.

In questo senso, il Governo si impegna ad attuare le misure proposte nel documento “in tempi molto rapidi. Alcune avranno attuazione immediata, altre - specialmente quelle che pretendono interventi normativi - si concretizzeranno nell’arco dell’autunno 2013”.

PMI, AVANTI CON LIBERALIZZAZIONE BOND

Sul fronte semplificazioni, il governo si propone di standardizzare e unificare le principali autorizzazioni necessarie all’avvio di un’impresa e indica entro gennaio la nascita del Suap, lo Sportello unico attività produttive.

Per rendere le imprese meno dipendenti dal credito bancario, il piano prevede di completare la liberalizzazione delle emissioni obbligazionarie estendendo “al maggior numero possibile di Pmi la possibilità di emettere strumenti finanziari, attraverso il potenziamento dello strumento della cartolarizzazione (rivedendo alcuni aspetti della Legge 130 sulle cartolarizzazioni), così come valorizzando lo strumento del Fondo di crediti”.

Obiettivo del governo è anche “rivedere in senso agevolativo la fiscalità indiretta sulle garanzie, sui pegni e sui relativi privilegi, per favorire le emissioni secured, nella prospettiva che la Pmi ricorra prevalentemente a questa modalità di emissioni”.

Ricco di impegni è il capitolo dedicato alla rivitalizzazione del mercato azionario. La bozza cita “incentivi fiscali all’investimento in azioni o quote di Pmi quotate o quotande” e l’abolizione dell’imposta sulle plusvalenze per investitori che investano in small cap per un periodo di almeno 3-5 anni.

Un ulteriore intervento è la “super Ace” — la deducibilità fiscale del rendimento prodotto da incrementi di capitale proprio — “per le società che si quotano tramite aumento di capitale”.

“Si tratta del medesimo principio dell’Ace attuale, con un beneficio aumentato a fronte dei costi effettivi e di ‘trasparenza’ che una società affronta a seguito di una quotazione”, spiega la bozza.

Il governo vede nelle Siiq — le società di investimento immobiliare quotate — lo strumento più efficace per rendere più facile investire nel mercato immoBiliare. In questo ambito il governo punta a “uniformare la normativa fiscale delle Siiq a quella dei fondi immobiliari, rendendo quindi fiscalmente neutra l’opzione per uno dei due strumenti”.

(Giuseppe Fonte)

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