September 17, 2013 / 9:37 AM / 5 years ago

Riva, Fim Cisl chiede riavvio subito: commissariamento extrema ratio

ROMA (Reuters) - Il commissariamento delle aziende del gruppo Riva, sul modello dell’Ilva di Taranto, deve essere l’extrema ratio, mentre è necessaria una ripresa immediata della produzione che tuteli lavoratori e commesse.

Un operaio dell'Ilva di Taranto in divisa da lavoro. REUTERS/Alessandro Garofalo

Lo sostiene la Fim Cisl in un comunicato dopo l’incontro di ieri sera tra azienda e governo al termine del quale Riva Acciaio si è impegnata a richiedere subito un confronto con il custode giudiziario, cui sono affidati i beni sequestrati, “con l’obiettivo di assicurare, ove ne ricorrano le condizioni, una ripresa dell’attività produttiva”.

Il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha spiegato che solo qualora questa via fallisse si potrebbe tornare a parlare di commissariamento.

Il premier Enrico Letta, parlando prima della riunione, ha detto che il governo intende verificare la possibilità giuridica di commissariare le aziende del Gruppo Riva, ma che la decisione deve essere a prova giuridicamente ineccepibile, “se no Riva fa ricorso e siamo daccapo”.

“Il riavvio deve avvenire nelle prossime ore, il tempo perso, oltre che far perdere salario e mettere a rischio l’occupazione, fa perdere definitivamente clienti e commesse, in un momento in cui il mercato è fortemente competitivo”, si legge nella nota del segretario Fim Cisl, Marco Bentivogli.

“Solo qualora non si avrà questa capacità di fare passi avanti si potrà contemplare il Commissariamento e si potrà pensare ad estendere quello esistente per le realtà Ilva”.

A spingere per un commissariamento di tutte le aziende, sul modello Ilva dopo l’inchiesta per disastro ambientale è invece la Fiom.

La giornata di ieri è stata segnata da un botta e risposta tra il gruppo Riva e la procura di Taranto sull’interpretazione dell’ordinanza di sequestro che ha portato allo stop delle attività in sette stabilimenti e alla messa in libertà 1.400 lavoratori.

In una nota diffusa sabato scorso, la Procura ha spiegato che “al fine di garantire la continuità produttiva dell’azienda, il provvedimento di sequestro non prevede alcun divieto di uso. Peraltro, lo stesso custode-amministratore è autorizzato ex lege a gestire eventuali necessità di ordine finanziario”.

Riva Acciaio sostiene al contrario di non avere nessuna facoltà d’uso dei beni sequestrati dalla Guardia di Finanza e ricorda che con l’operazione sono stati revocati dalle banche tutti i fidi.

Dopo l’incontro con il governo, la necessaria apertura da parte dell’azienda.

Francesca Piscioneri Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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