September 16, 2013 / 12:16 PM / 5 years ago

Banche, Abi disdetta contratto per crisi, sindacati verso sciopero

di Stefano Bernabei

ROMA (Reuters) - Le banche rappresentate dall’Abi hanno consegnato ai sindacati la formale disdetta del contratto che sarebbe scaduto a fine giugno 2014 citando la crisi di redditività del settore e i sindacati stanno valutando tempi e modalità di uno sciopero del settore.

Lo ha detto l’associazione dei bancari confermando quando anticipato da una fonte sindacale presente all’incontro che si è tenuto in Abi da stamani alle 11,00 e che è terminato con la rottura.

“E’ stata consegnata ora la disdetta del contratto. I sindacati sono riuniti per decidere i tempi e le modalità di uno sciopero. Credo che verrà annunciato a breve”, ha detto una fonte sindacale presente all’incontro.

“Nel documento con cui comunica la disdetta, l’Abi cita la crisi di redditività del sistema”, ha aggiunto.

L’Abi poco dopo ha ufficializzato con una nota la disdetta dei contratti nazionali, che riguardano oltre 300.000 persone, in cui si illustra lo scenario di recessione e si dice che “la caduta della redditività si conferma significativa e insostenibile”.

Le banche italiane hanno chiuso il 2012 con un Roe (ritorno sul capitale) sceso a -0,47% dal +2,38% del 2011, al netto delle componenti straordinarie come le svalutazioni degli avviamenti.

Una misura della crisi che pesa sul settore la dà il livello delle sofferenze lorde che in luglio - dato Abi - ha sfiorato 140 miliardi con un rapporto sugli impieghi al 7,2% vicino ai massimi storici della seconda metà degli anni 90.

Secondo quanto indicato nella lettera dell’Abi ai sindacati “pesano sul settore le recenti riforme regolamentari e le necessità di rafforzamento patrimoniale imposte dalle Autorità competenti, oltre a un costo del lavoro tra i più alti, nel confronto con le banche europee e gli altri settori produttivi”.

Le banche, scrive l’Abi, “si trovano a gestire gli addetti in eccedenza, con una vita lavorativa che si è nel frattempo allungata per effetto della riforma delle pensioni, e le cui competenze e professionalità non risultano più coerenti con l’attuale modo di fare banca”.

Il costo medio annuo per dipendente nel 2012 è stato - dati Bankitalia - di 74.800 mila euro, corrispondenti a 77.800 euro tenendo conto dell’effetto Irap stimato.

RIFLESSIONE APPROFONDITA

Per questa ragione, che è contestata dai sindacati, Abi ritiene che sia necessario avviare “una riflessione approfondita finalizzata a una complessiva revisione dei contratti di lavoro in vigore”.

Uno dei sindacalisti presenti all’incontro, Giulio Romani, segretario generale della Fiba Cisl, denuncia “l’intenzione di smontare il contratto nazionale” e con una “volontà di imposizione, senza confronto”.

“Ora il rischio è che dal 1° luglio del prossimo anno i lavoratori siano senza contratto e anche senza fondo di solidarietà e il sistema, che era stato il primo ad aver concordato un sistema di solidarietà interno, si ritroverebbe ad essere l’unico privo di ammortizzatori”, ha detto Romani.

Lando Maria Sileoni, segretario generale della FABI, il sindacato di maggioranza dei lavoratori bancari con oltre 100.000 iscritti, ha detto che la disdetta con 10 mesi d’anticipo rispetto alla scadenza naturale, “rappresenta un attacco inaudito ai diritti dei lavoratori, a cui risponderemo per le rime, anche con lo sciopero”.

In un documento dell’Abi dell’agosto scorso, sono illustrati i fattori di crisi riguardo alle condizioni del lavoro nel sistema bancario e si cita tra questi il tema del fondo esuberi.

“Permangono forti criticità legate alla progressiva insostenibilità degli oneri del Fondo esuberi in ragione dell’incremento dei costi correlati e della necessità di procedere all’adeguamento della disciplina a quanto previsto dalla riforma Fornero”, si legge nel documento che ricorda che era stato avviato un tavolo, che era proprio oggetto dell’incontro di oggi tra Abi e sindacati ma che è finito con la rottura del confronto dopo la disdetta del contratto.

“Su questa situazione si è innestata la questione dei c.d. “esodati” che ha comunque comportato oneri aggiuntivi per le imprese”, dice ancora il documento.

Dal 2000 ad oggi, secondo dati Abi, sono transitati per il Fondo di solidarietà circa 48.000 lavoratori e “attualmente il Fondo stesso eroga assegni straordinari a circa 15.000 persone”.

In vista degli aumenti tabellari che sarebbero derivati dal rinnovo del contratto - oggi disdettato - nel documento di agosto si dice che “imprescindibile è la ricerca di nuovi equilibri tra livello dei salari e occupazione sostenibile”.

Secondo questo documento dell’Abi “la tradizionale contrattazione integrativa aziendale dovrebbe essere sostituita da una regolamentazione derogatoria o sostitutiva di quella prevista dal contratto nazionale, che richiede un più alto livello di qualità delle relazioni industriali e più adeguate competenze specifiche da parte degli addetti ai lavori”. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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