7 settembre 2013 / 15:59 / tra 4 anni

Saccomanni: nessuna strategia governo per impedire acquisizioni estere

* Governo punta a nuova stagione vendita asset dopo stagione anni Novanta

* Piano privatizzazioni entro ottobre, effetti in 2014

* Banche commissariate: non escluso processo m&a

di Lisa Jucca e Luca Trogni

CERNOBBIO (Reuters) - Il governo è al lavoro perchè l‘Italia, superata la crisi, riapra il suo sistema economico agli investitori stranieri. E in questo disegno non c‘è nessuna strategia per impedire passaggi di controllo in mani estere.

A dirlo in un‘intervista a Reuters è il ministro dell‘Economia Fabrizio Saccomanni.

“E importante dare un segnale ai mercati: dopo le importanti privatizzazioni degli anni Novanta, l‘Italia, dopo la crisi, torna ad aprire il proprio sistema economico e ad attrarre investitori stranieri” ha detto il ministro.

“Siamo contenti dell‘interesse da parte degli esteri, non dobbiamo per forza entrare nelle singole negoziazioni in cui sono direttamente le società coinvolte a decidere su termini e condizioni di acquisizioni estere, ma allo stesso tempo da parte nostra non abbiamo alcuna strategia per impedire questi investimenti” ha poi affermato il ministro in risposta a una domanda sulla posizione del governo davanti alla possibile acquisizione da parte di soggetti esteri di Telecom Italia e di Ansaldo Energia.

Sul dossier Telecom Italia oggi il magnate egiziano Naguib Sawiris ha lamentato una presunta preferenza per gli spagnoli di Telefonica che potrebbe spingerlo a non presentare una sua offerta [ID:nL5N0H30CK], mentre per Ansaldo Energia, secondo quanto spiegato a Reuters da una fonte, vi è un accordo di massima tra gli azionisti - Finmeccanica al 55% e First Reserve al 45% - per la cessione della quota di controllo alla coreana Doosan, ma manca l‘avallo politico.

In tema di valorizzazione degli asset pubblici il governo sta guardando “a un piano complessivo per la dismissione di immobili e asset finanziari” e pensa “di essere in grado di annunciare i dettagli a settembre/ottobre” con impatto sul 2014, ha spiegato a Reuters l‘ex-numero due di Bankitalia.

“Spiegheremo questo programma nei maggiori centri finanziari in Europa, Stati Uniti e Far East” ha poi aggiunto “A San Pietroburgo (sede dell‘ultimo G20) abbiamo già parlato di questa idea .. e abbiamo avuto un grande gradimento per questo programma. E’ un importante fattore per la riduzione del debito e per attrarre investimenti stranieri”.

L‘Italia si appresta a chiudere il 2013 con un debito/pil ben oltre il 130% senza nessuna cessione di rilievo, dopo che nel 2012 era stata la Cdp, con l‘acquisizione di Fintecna, Sace e Simest, a permettere di contenerne il rialzo.

BANCHE COMMISSARIATE, NON ESCLUSE ACQUISIZIONI

In tema di settore bancario Saccomani inquadra le difficoltà attuali di alcuni istituti di credito nazionali in un ambito europeo, ricordando che in molti altri Paesi - dalla Gran Bretagna alla Germania, dalla Francia all‘Olanda - gli aiuti dello Stato alle banche sono stati pari a una percentuale del Pil di molto superiore al caso italiano.

“Nei fatti Mps è l‘unica banca in cui lo Stato ha messo risorse, vi sono poi banche, come la Popolare di Milano, che hanno restituito il prestito, vi sono banche commissariate e vi sono banche che non hanno richiesto alcune tipo di sostegno” ha sintetizzato il ministro.

Rispetto al caso delle banche commissariate, a partire dalla Banca delle Marche, Saccomanni ha sottolineato il ruolo della banca centrale e per l‘iter necessario per ritorno alla normale attività, ha detto di non escludere niente, neppure “l‘acquisizione da parte di altre banche”.

“L‘intero range degli strumenti del supervisore bancario sarà preso in consideraione, non si può assolutamente pensare che l‘unica soluzione siano la nazionalizzazione o gli aiuti di Stato. Questo è fuori discussione” ha poi detto in risposta a una domanda sull‘ipotesi di nuovi aiuti di Stato.

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