September 7, 2013 / 3:24 PM / 5 years ago

Telecom, Sawiris interessato ma medita ritiro su presunta preferenza governo Telefonica

CERNOBBIO (Reuters) - Il magnate egiziano Naguib Sawiris è tuttora interessato a Telecom Italia, ma potrebbe non avanzare proposte considerata la preferenza del governo italiano per Telefonica ventilata dalla stampa.

Lo dice una breve dichiarazione di Sawiris a Reuters dopo che il nome del finanziere e industriale egiziano è stato fatto a più riprese come potenziale partner della compagnia.

“Naguib Sawiris conferma di essere tuttora potenzialmente interessato in un potenziale investimento in Telecom Italia. Non ha avanzato offerte a proposito dalla lettera dello scorso ottobre al cda. Il signor Sawiris sta considerando di non avanzare alcuna proposta in vista della presunta preferenza (del governo italiano) per Telefonica riferita dalla stampa italiana”, dice la dichiarazione. Lo scorso anno Sawiris aveva presentato un’offerta da 3 miliardi di euro che era stata respinta.

No comment sulla dichiarazione da parte di Telecom Italia.

“Sawiris e nel settore delle tlc e ne sapra sicuramente piu di me. Noi siamo laici ci interessa che telecom abbia un partner strategico che faccia anche gli interessi degli azionisti” ha detto il CEO di Intesa Sanpaolo Enrico Cucchiani che già ieri aveva sottolineato come la nazionalità di un eventuale partner sia ininfluente e stamane ha affermato di essere aperto a tutte le soluzioni che creino valore.

Dopo la girandola di nomi e contatti per trovare una soluzione all’azionariato Telecom, bisognosa di nuovi capitali per rilanciare il business, la gara sembra essersi ristretta a Telefonica, già azionista indiretta della compagnia, e Sawiris.

Il presidente operativo di Telecom, Franco Bernabè, si è impegnato a presentare al cda del 19 settembre una soluzione alla struttura azionaria di Telecom, controllata da Telco, da cui i soci italiani vorrebbero uscire. Una fonte vicina alla situazione sottolinea invece che la proposta verrà da Telco, holding che ha in pancia il 22,4% di Telco e che a sua volta è partecipata da Telefonica con il 46,18% del capitale, Intesa Sanpaolo e Mediobanca con l’11,62% a testa e Generali con il 30,58%.

“Ieri c’è stato un mare di riunioni fra i soci Telco. E’ vero, al momento sembra esserci una preferenza per Telefonica, ma si stanno valutando gli impatti”, dice la fonte.

Prima di aumentare la sua quota in Telecom, Telefonica deve però risolvere problemi di debito e di sicure implicazioni antitrust in Sud America. Per questo nei giorni scorsi la compagnia, secondo una fonte, si è detta a favore di uno status quo. Soluzione che non sembra però percorribile visto che i soci italiani di Telco, con sfumature diverse, sono tutti intenzionati a valorizzare la loro quota.

Oggi è stata la volta, sempre dai giardini di Cernobbio, di Gabriele Galateri, presidente di Generali secondo cui “senza un piano convicente si dovrà uscire, Generali è un investitore finanziario”. Galateri ha poi precisato che l’uscita è riferito al patto tra gli azionisti di Telco.

Quanto a Bernabè, fra i suoi parchi commenti in materia, vi è stata la sottolineatura sulla necessità, prima di un partner industriale, di un progetto industriale, dove Telecom abbia pari dignità con il potenziale partner.

(Paola Arosio)

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