September 4, 2013 / 9:34 AM / 5 years ago

Fiat, 1 mld di investimenti per suv Maserati a Mirafiori

di Alberto Sisto

L'Ad di Fiat, Sergio Marchionne. REUTERS/Remo Casilli

ROMA (Reuters) - La Fiat ha confermato ai sindacati l’impegno a investire in Italia circa 1 miliardo per produrre il suv Maserati a Mirafiori. La produzione partirà entro il 2014 e, in attesa che il sito venga ristrutturato, l’azienda chiederà nuova cassa integrazione.

E’ quanto è emerso dall’incontro di stamani a Roma fra l’Ad di Fiat, Sergio Marchionne, e le organizzazioni dei lavoratori che hanno firmato il contratto aziendale. L’annuncio, ha spiegato Marchionne in una lettera ai dipendenti di Mirafiori, è il frutto di un cambio di strategia dovuto all’impossibilità del gruppo di continuare ad aspettare dal governo nuove e più certe regole per le relazioni industriali per investire.

FIAT RIPARTE DAL LUSSO

“Abbiamo raggiunto un accordo con Fiat che ha deciso di sbloccare gli investimenti per Mirafiori dove verrà prodotto il Suv della Maserati. Il lavoro sugli impianti partirà nelle prossime settimane e l’avvio della produzione ci sarà entro il 2014”, ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, al termine della riunione, aggiungendo che “chiaramente servirà ancora cassa integrazione per il periodo di ammodernamento degli impianti”.

A Mirafiori il periodo di cassa integrazione straordinaria scade a fine settembre.

Le anticipazioni di Angeletti sono poi state confermate in un comunicato congiunto azienda-sindacati.

Il segretario della Fim-Cisl, Giuseppe Farina, ha detto che l’investimento a Mirafiori sarà “appena sotto 1 miliardo”. Il nuovo modello dovrebbe arrivare sul mercato nel 2015 e quindi la preserie andare in produzione nella seconda metà del 2014.

Roberto Di Maulo del Fismic ha riferito che Fiat “ci ha confermato l’intenzione di procedere alla creazione del polo del lusso mettendo in un’unica struttura societaria gli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco”.

Nel verbale della riunione sottoscritto oggi si dice che il gruppo ha confemato il “piano di investimenti in Italia”, anche se per il momento non si è sbilanciata sulle prospettive degli altri stabilimenti: “Una cosa alla volta, oggi c’è Mirafiori, poi verranno gli altri”, ha detto Angeletti ai giornalisti.

Sempre a Mirafiori si dovrebbe produrre il suv a marchio Alfa Romeo e a Cassino un nuovo modello della casa del biscione.

Marchionne ha lasciato la sede romana del gruppo intorno alle 13,30 senza rilasciare dichiarazioni.

Nel comunicato congiunto azienda-sindacati si dice che le organizzazioni dei lavoratori hanno “confermato il loro impegno nella difesa e nel rafforzamento dello strumento contrattuale, riconoscendo che esso rappresenta una condizione imprescindibile per l’impegno industriale della Fiat in Italia. A tale proposito esortano ancora una volta la Fiom-Cgil ad accettare le regole basilari della democrazia industriale, aderendo ad un contratto firmato dalle Organizzazioni sindacali largamente maggioritarie in Fiat”.

Il titolo del gruppo torinese, che oggi incassa anche un +12% sulle vendite di agosto della controllata americana Chrysler, ha risentito però dell’andamento negativo di piazza Affari dove il clima si è annuvolato a causa dalle paure suscitate dalle continue tensioni politiche e dall’aggravarsi della situazione in Siria. Dopo aver aperto debole ed essere trattato in calo di oltre il 3% ha chiuso a -0,43%.

IL SILENZIO DI LANDINI E IL CAMBIO DI STRATEGIA FIAT

Nei giorni scorsi l’Ad Marchionne, dopo aver annunciato che avrebbe riaperto alla Fiom gli stabilimenti riconoscendo i diritti previsti dallo statuto dei lavoratori alle organizzazioni sindacali, aveva anche ribadito che la politica degli investimenti in Italia restava condizionata dalla bisogno di certezze in termini di rappresentanza e esigibilità dei contratti.

Oggi in una lettera ai dipendenti l’Ad dice di aver cambiato strategia: “L’unica cosa che vi chiedo è di continuare a tenere fede agli impegni presi nel contratto, nonostante la mancanza di certezze normative che si è creata a seguito della recente pronuncia della Consulta. Abbiamo invocato a lungo quelle certezze, ma ci siamo resi conto che purtroppo non sembrano destinate ad arrivare in tempi brevi. Noi non possiamo più permetterci di aspettare”.

La Fiom, oggi non invitata all’incontro, per ora non ha voluto commentare gli avvenimenti. Domani il segretario Maurizio Landini sarà a Torino con i delegati locali.

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