August 27, 2013 / 7:09 AM / in 5 years

Btp in calo, pesa mix incertezza politica, Siria e aste Italia

MILANO (Reuters) - Ancora una chiusura in calo per il mercato obbligazionario italiano, su cui pesa un mix di aste e incertezza politica interna - cui si aggiungono le preoccupazioni legate ad un possibile intervento militare internazionale in Siria - che ha riportato lo spread su Germania ai massimi da inizio agosto.

Un trader al lavoro. REUTERS/Ralph Orlowski

Il buon risultato dei collocamenti di questa mattina di Ctz e indicizzati non basta a ridare fiato ad un mercato che sconta la probabilità di una caduta del governo Letta. Secondo alcuni la crisi potrebbe aprirsi già domani sull’Imu, anche se è sulla questione del prossimo voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore che si sono deteriorati i rapporti tra Pdl e Pd.

“Sono sedute influenzate dall’offerta in arrivo con le aste, che si inseriscono in un quadro già di avversione al rischio dovuto alla Siria e alla situazione politica, anche se sembra che l’allarme più immediato per la sopravvivenza del governo sia rientrato” afferma il trader di banca italiana.

ITALIA RENDE PIÙ DI SPAGNA SU 2 ANNI

A fine seduta, su piattaforma Tradeweb, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali si è attestato a 260 punti (dai 249 della chiusura di ieri), dopo essere salito nel pomeriggio fino a 262, il livello massimo dallo scorso 5 agosto.

“È tutta la periferia sotto pressione, ma i fattori interni fanno in modo che l’Italia risulti più penalizzata degli altri” prosegue il trader.

Si è ormai praticamente azzerato lo spread tra decennali italiani e spagnoli, ridottosi oggi ad appena 2 punti base (5 in chiusura). È dal primo agosto del 2012 che il tasso sui Bonos decennali spagnoli non scende sotto quello dei Btp di pari scadenza.

D’altra parte già da venerdì 23 la scadenza 2 anni italiana rende di più di quella spagnola, con un divario oggi a fine seduta di una decina di punti base.

VERSO ASTA BOT, NUOVO BTP 5 ANNI OFFRE PREMIO 15 PB

La tornata d’aste prosegue domani con l’offerta di 8,5 miliardi di Bot semestrali, su 10,062 miliardi in scadenza.

Sul mercato grigio di Mts il Bot semestrale tratta in chiusura su un rendimento dello 0,788%, contro lo 0,799% dell’asta di fine luglio.

“Guardando ai rendimenti dei Bot febbraio 2014 e marzo 2014, il nuovo 6 mesi dovrebbe uscire attorno allo 0,76%, qualcosa sotto l’asta di fine luglio” conferma una nota di previsione di Unicredit, che aggiunge: “L’aumento delle tensioni sulla Siria dovrebbe sostenere la domanda di asset sicuri e potrebbe pesare ulteriormente sulla curva italiana”.

Dopodomani sarà la volta delle aste a medio lungo, con il lancio del nuovo Btp quinquennale dicembre 2018, offerto insieme alla riapertura del decennale marzo 2024 per l’importo di 4,25-6 miliardi.

“Oggi la curva italiana ha sofferto soprattutto sul tratto 5 anni, per via dell’annuncio del nuovo quinquennale, che non tutti si aspettavano” afferma un secondo trader da Milano.

Sul mercato grigio di Mts il nuovo Btp quinquennale tratta a 100,150 per un rendimento in area 3,49%, circa 15 punti base in più rispetto al ‘vecchio’ quinquennale giugno 2018, oggi al 3,35%. L’asta di luglio sulla scadenza 5 anni aveva visto un rendimento al 3,22%.

TASSO PRATICAMENTE FERMO IN ASTA CTZ

Stamane intanto il Tesoro ha collocato 2,983 miliardi di euro del Ctz giugno 2015, su un’offerta di 2-3 miliardi, al rendimento dell’1,871% contro l’1,857% dell’asta di fine luglio (comunque il livello più elevato da giugno).

Tenendo conto della retrocessione della commissione agli specialist (pari a 0,20, che porta il prezzo di collocamento del titolo da 96,660 a 96,460) il rendimento d’asta del Ctz si attesta all’1,99% effettivo. A fine seduta, sul mercato secondario, il titolo tratta a 96,398 per un rendimento del 2,02%.

“Sono state aste buone, niente di trascendentale, ma buone” afferma il trader milanese.

Oltre il Ctz il Tesoro ha assegnato 736 milioni del Btpei settembre 2018 e 265 milioni del Btpei settembre 2026 (al massimo della forchetta d’offerta), ai rendimenti rispettivamente del 2,30% e del 3,30%.

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