August 26, 2013 / 12:34 PM / 5 years ago

Pop Milano, si sgonfiano speculazioni su ipotesi fusione

MILANO (Reuters) - Pop Milano perde terreno in una borsa pesante in un mercato scettico sugli scenari di consolidamento avanzate dalla stampa nel settore delle popolari.

Secondo alcuni fonti vicine alla vicenda non c’è nulla di concreto in questa fase e non ci sarebbero stati contatti tra i vertici delle principali banche cooperative su ipotesi di fusione che vedrebbe in posizione centrale Popolare Milano.

Anche operatori e analisti esprimono forti perplessità su possibili operazioni di M&A che al momento troverebbero ostacoli soprattutto a causa elle attuali condizioni di governance interne alla Bpm.

Il Sole 24 Ore di ieri ha scritto che i vertici di Piazza Meda starebbero valutando tutte le opzioni in campo sul futuro dell’istituto, incluse le ipotesi di un’alleanza o una fusione con un’altra popolare.

In particolare la banca sarebbe stata destinataria di alcune richieste informali da parte di Banco Popolare, Ubi e Pop Emilia Romagna. Al momento si trattarebbe solo di contatti esplorativi.

Alle 13,40 Pop Milano dopo un balzo in avvio e una mattinata in terreno positivo scivola al ribasso e perde il 2,1% a 0,39 euro.

Pop Emilia perde il 4,85% a 5,3 euro, Ubi il 4,3% a 3,43 euro e Banco Popolare il 3,69% a 1,07 euro in un contesto bancario di forti ribassi per i timori legati alle crisi di governo.

“Non c’è stato nessun contatto e in ogni caso in Bpm c’è un grosso problema di governance. In ogni unione vuoi sapere chi comanda”, dice una delle fonti.

Per una seconda fonte, pur essendo uno scenario che in generale ha delle ragioni d’essere a causa di un sistema bancario focalizzato sempre di più sulle sinergie e risparmio dei costi al momento, “non c’è niente di concreto”.

Nessun commento da parte delle banche interessate.

“In linea teorica uno scenario di fusioni tra le popolari è plausibile nel più lungo periodo, ma in questo caso non vedo possibilità concrete. Su Pop Milano grava sempre la questione della governance”, commentava stamattina un trader.

Secondo gli analisti la popolare milanese, che si appresta a lanciare un aumento di capitale da 500 milioni legato al rimborso dei Tremonti bond, rappresenta un target appetibile per la sua forte presenza nella ricca regione della Lombardia ma l’attuale governance, caratterizata da una fore influenza dei sindacati interni, renderebbe difficile le trattattive per un accordo di fusione.

“La loro forza è il fatto che si trovano in una delle regioni più ricche del paese ed è probabile che possano beneficiare della ripresa dell’economia”, dice Roberto Lottici, fund manager di Ifigest.

“Ma fino a quando non avranno risolto i loro problemi di governance qualunque idea di un’alleanza o anche di una fusione sembra lontana dall’essere raggiunta”.

Andrea Mandalà, Silvia Aloisi Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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