August 13, 2013 / 7:09 AM / 5 years ago

Btp chiudono deboli ma spread giù fino 237 pb su calo Bund dopo dati

MILANO (Reuters) - Chiusura in calo per i Btp, che tuttavia vedono restringere il divario nei confronti del Bund ai minimi da oltre due anni, complice la seduta sottotono del debito tedesco, penalizzato dalla lettura migliore delle attese dell’indice Zew.

Un trader al lavoro. REUTERS/Alessandro Garofalo

L’indicatore, che misura la fiducia di analisti e investitori tedeschi si aggiunge ai recenti segnali che suggeriscono come la zona euro potrebbe essersi lasciata alle spalle la recessione.

Questo ha ridotto l’appetito verso gli asset ‘core’, dando supporto ai bond dei Paesi periferici, che a loro volta sembrano poter beneficiare di un miglioramento della congiuntura.

La delicata situazione politica italiana tuttavia suggerisce una certa cautela agli investitori. “Nel pomeriggio si è vista qualche presa di profitto, ma i volumi sono davvero molto bassi”, dice un dealer di una banca italiana specialista.

Intorno alle 17,20, il tasso del decennale italiano, che in mattinata era sceso fino al 4,16%, si attesta al 4,218% dal 4,168% della chiusura di ieri, restando sui minimi da circa due mesi.

Parallelamente lo spread nei confronti dell’analoga scadenza del Bund si attesta a 241 punti base, dopo essere sceso fino a 237 punti base, nuovo minimo dal 22 luglio 2011, dai 246 punti del finale di seduta di ieri.

SPAGNA RECUPERA TERRENO

Un sintomo del fatto che la complessa situazione politica italiana rimanga ben presente agli investitori è la riduzione del divario con la carta spagnola, che in seduta ha recuperato terreno sui Btp nel tratto a 10 anni.

Lo spread tra Bonos e Btp a 10 anni, ieri in area 34 punti base, si è infatti ridotto a 29 punti base.

“Perdiamo un po’ di terreno nei confronti della Spagna, da un lato per l’incertezza politica, dall’altro perchè il Tesoro spagnolo ha annunciato che ridurrà l’importo mensile delle emissioni da settembre”, dice un dealer, facendo riferimento alle dichiarazioni responsabile del debito pubblico iberico Inigo Fernandez De Mesa [ID:nL6N0GE10R].

Qualcosa che invece l’Italia, nonostante abbia già completato l’80% del funding a medio-lungo previsto per il 2013, non potrà permettersi, ha spiegato a Reuters una fonte governativa [ID:nL6N0GE2RE]

“Siamo a buon punto e siamo contenti. Negli anni passati con una situazione simile si era potuto ridurre le emissioni autunnali. Ma quest’anno è diverso”, ha detto la fonte.

“Quest’anno dobbiamo fare i conti con il fatto che occorre pagare i debiti delle Pubbliche amministrazioni a cui si aggiunge il fatto che si potrebbe dover bilanciare l’eventuale mancata entrata dell’Imu”.

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