8 agosto 2013 / 17:15 / tra 4 anni

Imu, Tesoro: esenzione totale prima casa poco efficiente, regressiva

ROMA (Reuters) - L‘esenzione totale dell‘Imu sulla prima casa è una misura sconsigliabile perché poco efficiente e regressiva, che costerebbe alle casse dello Stato 4 miliardi di euro l‘anno.

Imu, Tesoro: esenzione totale prima casa poco efficiente, regressiva. REUTERS/Dado Ruvic

E’ quanto emerge dal documento di 105 pagine sulla riforma dell‘Imu pubblicato dal Tesoro sul sito www.tesoro.it e che contiene nove ipotesi di intervento.

Tra queste quella di far confluire l‘Imu in una ‘service tax’, una delle ipotesi più accreditate secondo quanto dichiarato oggi dal sottosegretario Pierpaolo Baretta.

L‘obiettivo dichiarato dal governo è quello di mettere a punto entro fine agosto una riforma della tassazione sugli immobili. Complice anche l‘incertezza in cui è piombata la maggioranza dopo la condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale questo obiettivo sembra oggi difficilmente raggiungibile.

Fin dalla nascita del governo di larghe intese l‘abolizione dell‘Imu sulla prima casa è stata un cavallo di battaglia del Pdl con il Pd favorevole solo per le fasce più deboli.

Entro il 16 settembre, tuttavia, l‘esecutivo dovrà dire se la prima rata di Imu sull‘abitazione principale, ad oggi solo sospesa, verrà definitivamente soppressa e cosa accadrà della seconda rata.

Insieme a queste decisioni dovrà essere comunicato da quali fonti alternative verranno attinte le risorse.

Alla Legge di Stabilità, da approvare entro fine anno per il prossimo quadriennio, sarà poi demandata la riforma complessiva.

Il documento intende essere un contributo tecnico e non politico al dibattito da parte del ministero dell‘Economia guidato da Fabrizio Saccomanni. Da esso tuttavia trapelano diverse osservazioni critiche sulle ipotesi più radicali, come quella dell‘esenzione totale dall‘Imu per l‘abitazione principale.

Questa misura “non sembra pienamente giustificabile sul piano dell‘equità e dell‘efficienza del tributo”, dal momento che le imposte immobiliari sono preferibili alle imposte su lavoro e capitale.

Nel capitolo ‘pro e contro’, i tecnici del Tesoro ricordano che in tutti i Paesi dell‘Unione europea esistono forme di imposizione sugli immobili che includono anche il prelievo sull‘abitazione principale.

L‘abolizione del pagamento della prima rata Imu per le tipologie di immobili coinvolte nel provvedimento di sospensione approvato dal governo, conferma il Tesoro, ha effetti negativi per 2,426 miliardi sul gettito 2013 di cui circa 2,1 miliardi ascrivibili alle abitazioni principali (di proprietà individuale, indivisa e Iacp) e circa 0,3 miliardi alla componente terreni e fabbricati rurali.

IPOTESI PIU’ ACCREDITATA ACCORPAMENTO

Per il sottosegretario Baretta, far confluire l‘Imu in una “service tax” è l‘ipotesi di riforma su cui il governo sta lavorando di più.

“L‘accorpamento in una service tax è una delle ipotesi maggiormente in campo, affiancata a misure per dare più spazio ai comuni e al loro potere di decisione, su che tipo di interventi fare”, ha detto Baretta a Radio Anch‘io.

Secondo il documento del Tesoro l‘esenzione della tassazione Imu sulle abitazioni principali e la contestuale introduzione di una service tax (sostitutiva del prelievo sulla maggiorazione Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi urbani), potrebbe essere neutrale dal punto di vista finanziario.

Nei calcoli del Tesoro, in assenza di agevolazioni per i redditi più bassi, il gettito dell‘Imu ad aliquota standard (circa 3,4 miliardi) e la contestuale eliminazione della maggiorazione Tares (valutato in 1 miliardo) sarebbe assicurato da un‘aliquota dell‘1,9 per mille della nuova service tax (4,3 miliardi). Introducendo agevolazioni per tenere conto delle situazioni soggettive di svantaggio, si potrebbero incassare 4,3 miliardi con aliquote variabili tra 1,9 e 3,4 per mille, in dipendenza della moduazione dell‘agevolazione concessa.

Baretta ha anche detto che la priorità del governo è eliminare definitivamente la rata di Imu non pagata a giugno, per poi procedere con la riforma della tassazione immobiliare.

“Agli italiani abbiamo detto che non dovevano pagare la prima rata dell‘Imu a giugno, troverei singolare che gli chiedessimo di pagarla a settembre: il primo assoluto impegno del governo è quello di togliere di mezzo la rata che gli italiani non hanno pagato a giugno e tranquillizzarli da questo punto di vista, e poi fare la riforma dell‘Imu che ci consenta di fare questo nuovo istituto, questa nuova imposta che andrà anche oltre l‘attuale nome denominazione, oltre il nome ‘Imu’”.

Baretta invita però a fare una valutazione attenta sulle risorse da destinare alla riforma, perchè sul tavolo ci sono anche altri dossier.

“Serve una valutazione complessiva perché ci sono anche gli interventi da fare sul cuneo fiscale, la Cig e gli esodati, oltre alla necessità assoluta di allentare il Patto di stabilità. La somma di impegni è molto rilevante e la cabina di regia con i partiti di maggioranza dovrà tenere conto di tutto, fare i conti con le risorse e fare una valutazione obiettiva delle priorità condividendole con le parti sociali e gli enti locali”, ha detto Baretta.

(Giselda Vagnoni, Roberto Landucci)

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