31 luglio 2013 / 09:57 / tra 4 anni

Debiti Pa, Senato spinge su banche e Cdp, Pd stima altri 25 mld

ROMA (Reuters) - Via libera unanime del Senato a un emendamento del Pd che rafforza il ruolo di banche e Cassa depositi e prestiti nel rimborso dei debiti commerciali accumulati dalla pubblica amministrazione verso i fornitori privati.

Il testo ha come primo firmatario Giorgio Santini, che in una nota stima rimborsi per “altri 25 miliardi”.

Finora, infatti, il governo ha definito i termini per pagare alle imprese quasi 40 miliardi. Ai 20 del 2013 se ne sommeranno altri 19,8 miliardi nel 2014.

Il ministro dell‘Economia, Fabrizio Saccomanni, ha ipotizzato il rimborso di ulteriori 10 miliardi entro fine dicembre ma in forma diretta, senza cioè l‘intermediazione delle banche e attraverso l‘emissione di nuovo debito pubblico. [ID:nL6N0FV3S8]

Il governo vuole rimborsare tutte le fatture pendenti da oltre 30-60 giorni -- in violazione della direttiva europea sui pagamenti -- entro il 2014, prima che il Fiscal compact renda più rigida la gestione del bilancio.

Con un‘economia ancora anemica, la maggioranza sta incalzando il governo perché attivi tutte le leve anticicliche a disposizione senza compromettere la solidità del bilancio.

L‘emendamento va ad integrare l‘articolo 11 del decreto con i primi interventi di sostegno all‘occupazione e stabilisce che tutti i debiti commerciali di parte corrente siano “assistiti dalla garanzia dello Stato”, senza quindi alcuna discrezionalità da parte del Tesoro.

Il rimborso dei debiti di parte corrente aumenta solo il debito pubblico, senza incidere sull‘indebitamento netto. Il rimborso delle fatture relative alle spese in conto capitale aumenta sia il deficit sia il debito.

CDP POTRÀ AGIRE IN DEROGA A LIMITI DI LEGGE

Non è un caso che l‘emendamento intervenga solo sui debiti di parte corrente. L‘Italia si è impegnata a mantenere il deficit entro il 3% del Pil nel 2013 e negli anni successivi per incassare dalla Commissione europea l‘uscita dalla procedura di disavanzo eccessivo.

Con il voto di oggi il Senato ha recepito nei fatti una proposta formulata a fine giugno dal presidente della Cdp, Franco Bassanini, che ha proposto di rafforzare il canale dei rimborsi indiretti attraverso le banche. [ID:nL5N0EW3J3]

L‘emendamento consente alle imprese fornitrici della Pa di cedere il credito “certificato e garantito” alle banche, limitando il tasso di sconto al 2% dell‘ammontare indicato nella fattura.

“Avvenuta la cessione del credito, l‘amministrazione debitrice, anche in deroga ai vincoli del patto di stabilità interno, può richiedere la ristrutturazione del debito con piano di ammortamento, comprensivo di quota capitale e quota interessi, di durata fino a un massimo di 5 anni, rilasciando delegazione di pagamento o altra simile garanzia a valere sulle entrate di bilancio”.

Non solo. L‘emendamento consente alla Cdp di “attivare, in qualsiasi forma e modalità, strumenti volti ad anticipare o acquisire i crediti certificati dalle amministrazioni e garantiti dallo Stato”.

La Cdp potrà anche acquistare, sulla base di una convenzione quadro stipulata con l‘Abi, i crediti di parte corrente ceduti alle banche.

Per prevenire censure della Corte dei conti, il testo prevede espressamente che la Cassa possa agire “in deroga” ai limiti di legge.

Il maggiore gettito Iva che si determina accelerando la liquidazione delle fatture confluirà in “un apposito Fondo”, destinato in parte alla copertura degli oneri determinati dal rilascio della garanzia e in parte al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica.

(Giuseppe Fonte)

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