31 luglio 2013 / 06:52 / tra 4 anni

Fiat, da giudice Delaware vittoria parziale in controllo Chrysler

(Reuters) - Fiat ha ottenuto una vittoria parziale nel percorso per la conquista del controllo totale della controllata Usa Chrysler, dopo che un giudice americano ha accettato alcune posizioni della società italiana in due dispute con il fondo dei lavoratori, azionista di minoranza di Chrysler.

Un'immagine del logo della Fiat su una ruota di un'auto. Torino, 10 febbraio 2013. REUTERS/Stefano Rellandini

Il giudice del Delaware, Donald Parsons, ha ritenuto però prematuro ordinare al fondo Veba di consegnare le sue 54.154 azioni di Chrysler a Fiat per 139,7 milioni di dollari, come chiesto da Fiat nella sua azione legale intentata lo scorso anno.

Veba a sua volta ha intentato un‘azione legale contro Fiat, sostenendo che le azioni di Chrysler valgono circa 343,1 milioni di dollari, una cifra che si avvicina alla stima degli analisti.

Parsons ha stabilito che alcune questioni devono trovare risposta in un procedimento.

Soddisfazione dal Lingotto per la decisone. “Fiat auspica che attraverso l‘istruttoria richiesta dalla Corte possano essere presto risolte le poche questioni ancora aperte nel contenzioso e continua ad avere fiducia nel fatto che anche tali residue questioni saranno risolte in suo favore”.

Un portavoce del fondo Veba non ha risposto a una richiesta di commento.

OLTRE IL MILIARDO IL DIVARIO FRA LE DUE PARTI

L‘attuale contenzioso riguarda la prima delle cinque call option che permetterebbero a Fiat di acquisire il 16,6% di Chrysler. Complessivamente, la differenza tra le due posizioni potrebbe raggiungere una cifra superiore al miliardo.

Le parti in causa sono in disaccordo sulle definizioni di ‘equity value’ di Chrysler.

Fiat controlla già il 58,5% di Chrysler e per l‘acquisto della quota restante potrebbe dover pagare 4,5 miliardi, secondo le stime dell‘analista di Ubs Philippe Houchois, cifra che dipende anche dall‘esito della diatriba sulle call.

Parsons ha deliberato in favore di Fiat su quelli che ha definito “i due maggiori driver” della disputa, se le note di credito in favore di Veba siano da considerare debito di Fiat e della nuova Chrysler e se certi introiti di Chrysler siano da includere nell‘Ebitda di Fiat. Questi due punti pesano per 90 milioni di dollari nella differenza del prezzo della call option Chrysler, secondo il giudice Parsons.

Ancora da risolvere altre parti del calcolo del prezzo proposto da Fiat. Il giudice Parsons ha anche stabilito di non avere giurisdizione sull‘affermazione di Veba che il prezzo proposto da Fiat violerebbe alcune norme sulle pensioni del ministero del Lavoro Usa.

- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below