29 luglio 2013 / 13:40 / 4 anni fa

Italia, da fiducia imprese nuovo segnale risveglio economia

di Elvira Pollina

Personale al lavoro in un caseificio. REUTERS/Petr Josek

ROMA/MILANO (Reuters) - Arriva dal mondo produttivo un nuovo timido segnale di risveglio dell‘economia italiana, preludio di quel marginale ritorno alla crescita previsto dal governo per la fine dell‘anno, dopo la fase recessiva più prolungata dal secondo Dopoguerra.

A luglio, mostrano i numeri resi noti stamane da Istat, l‘indice che misura la fiducia delle imprese manifatturiere è salito a 91,7 da 90,5 del mese precedente.

Un dato lievemente migliore delle attese raccolte da Reuters in un sondaggio, in cui era prevista una salita a 91,0, e che porta l‘indice ai massimi dal novembre 2011, ovvero da quando -all‘apice della pressione dei mercati - il governo guidato da Silvio Berlusconi fu costretto a cedere il testimone all‘esecutivo tecnico di Mario Monti.

In salita anche l‘indice di fiducia complessivo - che si porta a 79,6 da 76,4 del mese scorso, a riflesso, spiega Istat, del miglioramento del clima diffuso in tutti i settori economici oggetto di indagine: dalle imprese manifatturiere e di costruzione, a quelle del commercio al dettaglio e dei servizi di mercato.

Il dato, che fa il paio con l‘analogo indice tedesco, salito più del previsto a luglio, è l‘ennesimo segnale moderatamente positivo arrivato dall‘economia italiana nelle ultime settimane.

Giovedì scorso era stata la volta della fiducia dei consumatori, salita ai massimi dal luglio 2011, seppure in un quadro di cambiamento di metodologia che non ha mancato di raccogliere critiche e dubbi da parte degli economisti [ID:nL6N0FV2CR].

Economisti che, invece, tendono a interpretare in maniera genuina il miglioramento del clima di fiducia delle imprese, in particolar modo quelle attive nel comparto della manifattura.

“E’ un‘indicazione che collima con la nostra previsione di un marginale ritorno alla crescita alla fine dell‘anno”, dice Loredana Federico di UniCredit.

In Italia, dopo tre mesi di calo, Istat ha registrato un ritorno alla crescita della produzione industriale, seppure di un flebile +0,1%. Il Centro Studi di Confindustria stima per luglio un aumento dello 0,2% dopo il +0,4% stimato per giugno [Id:nL6N0FZ2VA].

Federico, inoltre, ricorda come negli ultimi tre mesi i sondaggi Pmi sull‘attività delle imprese manifatturiere, condotte tra i direttori acquisti di categoria, abbiano evidenziato un progressivo miglioramento.

I risultati delle indagini qualitative di luglio arriveranno giovedì prossimo, ma le prospettive sono per una nuova salita. Secondo le previsioni raccolte da tra gli economisti, l‘indice Pmi manifatturiero dovrebbe salire a 49,8 da 49,1 di luglio, sfiorando la soglia dei 50 punti, spartiacque tra crescita e contrazione, al di sotto del quale si mantiene da due anni esatti.

Del resto, nella stima flash relativa all‘intera zona euro diffusa la scorsa settimana, il settore privato del blocco della valuta unica ha mostrato la prima, inattesa, espansione da oltre un anno a questa parte, con la manifattura in particolare evidenza [ID:nL6N0FU1AU].

“A fare da traino è la Germania seguita dalla Francia, ma anche a livello di paesi periferici vediamo un ritorno alla crescita nel comparto manifattura” ha spiegato Chris Williamson, capo economista di Markit, che cura le indagini congiunturali relative all‘andamento dell‘attività economica.

Secondo l‘analista, le indicazioni qualitative fornite dalle imprese europee corrisponderebbero a un prodotto interno lordo in crescita di 0,1% nel terzo trimestre, stima identica a quella dell‘ultimo sondaggio Reuters.

Per rivedere una lettura congiunturale positiva del prodotto interno lordo italiano bisognerà aspettare almeno la fine dell‘anno, che complessivamente si chiuderà comunque con una flessione tendenziale del Pil vicina al 2%, secono le previsioni contenute nell‘ultimo bollettino economico di Bankitalia, pubblicato a metà luglio [ID:nL6N0FN1MC].

Proprio ieri, in un‘intervista al quotidiano ‘Il Messaggero’, il ministro dell‘Economia Fabrizio Saccomanni ha ribadito la previsione di un’ uscita dell Italia dalla recessione a partire dell‘ultimo trimestre dell‘anno, con un 2014 interamente caratterizzato dal segno più.

Tornando al dato odierno, nella nota metodologica, Istat precisa che a partire dal giugno 2013, per le indagini sul settore manifatturiero, dei servizi e del commercio è stato introdotto un nuovo criterio di unità.

Contemporaneamente, per l‘indagine sul settore manifatturiero e dei servizi, sono state introdotte delle soglie di cut-off che escludono dalle rilevazioni le imprese di minori dimensioni.

L‘impatto di tale variazione, spiegano dall‘ufficio stampa dell‘Istituto di Statistica, è pressocchè nullo.

“Non è stato calcolato l‘impatto di questa variazione, perché minima e si pone in sostanziale continuità con la vecchia metodologia. L‘impatto è pressoché inesistente”, ha spiegato a Reuters un portavoce di Istat.

- hanno collaborato Roberto Landucci e Francesca Piscioneri

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below