29 luglio 2013 / 11:25 / 4 anni fa

Vaticano e Italia avviano scambio informazioni finanziarie

di Massimiliano Di Giorgio

Papa Francesco celebra la messa finale del suo viaggio in Brasile, sulla spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro. REUTERS/Luca Zennaro/Pool

ROMA (Reuters) - L‘autorità di informazioni finanziaria (Aif) del Vaticano e l‘Unità di informazione finanziaria (Uif) italiana hanno firmato venerdì scorso un protocollo d‘intesa per lo scambio di informazioni finanziarie, hanno annunciato oggi sia la Santa Sede che la Banca d‘Italia, e una fonte a conoscenza della situazione riferisce che la trasmissione dati è già iniziata.

La notizia dell‘accordo era stata anticipata da Reuters il 25 luglio scorso.

“Il Protocollo impegna le due Autorità a scambiare ampie e complete informazioni per lo svolgimento dei rispettivi compiti di analisi finanziaria di operazioni sospette”, dice un comunicato di Bankitalia. “A tal fine, ciascuna Autorità fornirà le notizie disponibili o acquisibili attraverso l‘esercizio dei propri poteri”

Per la nota del Vaticano, il memorandum serve a formalizzare la coooperazione tra i due Stati, “ai fini del contrasto a livello internazionale del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”.

“Lo scambio di informazioni è già cominciato”, ha detto a Reuters una fonte con conoscenza diretta della situazione.

La fonte ha anche confermato che il protocollo consente a entrambi gli organismi di rivolgersi direttamente alla magistratura e che esso ha anche un valore retroattivo su operazioni sospette avvenute in passato.

“La Santa Sede e lo Stato della Città del Vaticano prendono molto seriamente le responsabilità internazionali in materia di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo e l‘Italia per noi rappresenta una controparte particolarmente importante in questo senso”, ha detto nella nota del Vaticano il direttore dell‘Aif René Brulhart, che si è augurato anche di “continuare a svolgere il nostro lavoro con le autorità italiane in maniera costruttiva e fruttuosa”.

L‘accordo è stato firmato dal presidente dell‘Aif, il cardinale Attilio Nicora, e dal direttore della Uif Claudio Clemente.

L‘Aif è stata istituita nel dicembre 2010, e da questo mese fa parte dell‘Egmont Group, cioè l‘organizzazione internazionale delle unità di informazione finanziaria (Fiu) nazionali.

Fino all‘inizio del 2012 l‘Aif aveva potuto collaborare senza alcun accordo formale col suo omologo italiano. Poi, per alcuni mesi, era stata introdotta una clausola che imponeva il “nulla osta” della segreteria di Stato vaticana. A dicembre dello stesso anno la clausola era stata abolita ed era iniziato il negoziato sul protocollo.

ACCORDO ARRIVA MENTRE VATICANO STRINGE SU IOR

La stretta sul protocollo giunge in un momento in cui il Vaticano sta compiendo grossi sforzi per riformare l‘Istituto per le opere di religione (Ior), detta anche spesso “la banca del Papa”, da trent‘anni al centro di scandali. L‘intesa rappresenta di fatto un primo significativo passo verso la normalizzazione delle relazioni bancarie con l‘Italia.

Il Vaticano ha già firmato accordi del genere con altri Paesi, in particolare con gli Stati Uniti, il Belgio e i Paesi Bassi.

La Santa Sede dovrà dare prova della sua reale volontà di collaborare con le autorità italiane, prima che Bankitalia elimini il divieto sulle transazioni dirette tra le banche con sede in Italia e lo Ior, avevano detto a Reuters, prima della firma dell‘accordo, due fonti a conoscenza diretta della situazione.

Le operazioni finanziarie del Vaticano sono attualmente nel mirino della magistratura italiana, dopo l‘arresto di un prelato, Nunzio Scarano, nell‘ambito di un‘inchiesta sul tentato rientro in Italia di 20 milioni di euro in contanti dalla Svizzera.

La Procura di Roma ha anche indagato l‘ex direttore e l‘ex vice direttore dello Ior con l‘accusa di aver violato le norme anti-riciclaggio.

L‘accordo punta a fissare una cornice per la condivisione delle informazioni su operazioni finanziarie tra i due Stati. La cooperazione amministrativa tra le due autorità sarebbe un modo più veloce per accedere a dati bancari sensibili, piuttosto che passare attraverso rogatorie giudiziarie internazionali.

Le banche con sportelli in Italia hanno interrotto di fatto le operazioni con lo Ior nel 2010, dopo che la Banca d‘Italia ha imposto agli istituti locali criteri più stretti.

Un rapporto del 2012 di Moneyval, il comitato di esperti anti-riciclaggio del Consiglio d‘Europa, indica che il Vaticano non è riuscito finora a rispettare alcuni importanti standard di trasparenza finanziaria.

Moneyval deve valutare nei prossimi mesi i progressi compiuti dalla santa Sede per combattere il riciclaggio.

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