26 luglio 2013 / 10:20 / 4 anni fa

Un anno dopo, promessa Draghi non è stata messa alla prova

di Sakari Suoninen e Andreas Framke

Il numero uno della Bce Mario Draghi. REUTERS/Yves Herman

FRANCOFORTE (Reuters) - A un anno dalla promessa di Mario Draghi di fare “qualunque cosa” per salvare l‘euro, il presidente della Bce può dire di aver evitato il disastro, ma a breve potrebbe essere chiamato a sorreggere le sue parole con azioni concrete.

Se la crisi tornasse a colpire pesantemente, specialmente in Italia e in Spagna, Draghi e la Bce dovrebbero dimostrare che la loro promessa - fatta esattamente il 26 luglio di un anno fa - è concreta. Una prova a cui sinora non sono stati chiamati.

L‘anno scorso di questi tempi, gli investitori scommettevano sull‘implosione dell‘unione monetaria dei 17 paesi. Poi, con una manciata di parole inattese, Draghi cambiò il corso della crisi.

“All‘interno del nostro mandato, la Bce è pronta a fare qualunque cosa sia necessaria per preservare l‘euro. E, credetemi, che questo basterà”, disse parlando a Londra.

Mentre queste poche parole bastarono a calmare i mercati, ci vollero altre sei settimane perché la Bce annunciasse un vero e proprio piano in cui si impegnava a comprare quantità illimitate di bond di quei Paesi che avessero firmato a rigide condizioni il suo programma OMT (Outright Monetary Transactions).

Un anno dopo, la Banca centrale europea non ha ancora mai utilizzato questo strumento. Per i mercati, l‘Omt è come un deterrente nucleare: anche la sola minaccia di utilizzo è sufficiente per tenerli tranquilli.

“E’ davvero difficile non riconoscere che l‘Omt è probabilmente la più riuscita misura di politica monetaria assunta negli ultimi tempi”, ha commentato lo stesso Draghi un mese fa.

E gli investitori sono d‘accordo.

“Il discorso di Draghi ha cambiato il quadro”, spiega Michael Herzum, fund manager di Union Investment. “Ha portato il rischio sistemico fuori dal mercato, riducendo significativamente la probabilità di un‘implosione della zona euro”.

Ai tempi del discorso di Draghi, parecchi paesi dell‘area euro erano sprofondati nella crisi del debito e avevano dovuto chiedere aiuto ai loro partner europei per sopravvivere.

Prima la Grecia, poi Irlanda e Portogallo avevano sottoscritto un piano di salvataggio, e la Spagna aiuti per il settore bancario. Un precedente e più limitato piano Bce per l‘acquisto di bond - il Securities Markets Programme - si era dimostrato inefficace.

Nell‘anno precedente al discorso di Draghi l‘euro aveva perso più del 15% contro il dollaro. Ora la situazione si è ribaltata e negli ultimi 12 mesi guadagna il 9% sulla divisa statunitense. E anche l‘azionario europeo sale, con l‘indice delle blue chip che segna nello stesso periodo un rialzo del 20%.

Italia e Spagna hanno visto i rendimenti dei loro bond a due anni scendere rispettivamente dal 5 e 6,4% pre-discorso Draghi a sotto il 2%, risparmiando una montagna di denaro in interessi non pagati.

L‘area euro è stata anche in grado di limitare gli effetti del salvataggio di Cipro a inizio anno, evitando qualunque tipo di contagio.

TORNARE ALLA CRESCITA

Appena due giorni fa, alcuni dati macro hanno suggerito che la zona euro sta tornando a crescere questo mese, giusto in tempo per l‘anniversario del discorso di Draghi.

Ma è ancora presto per cantare vittoria. I paesi colpiti dalla crisi del debito devono recuperare competitività tramite impopolari misure di austerità, tagli ai budget e riforme.

Con gli investitori più tranquilli, la Bce non ha motivo di attivare l‘Omt. “Con i mercati più calmi e l‘economia che comincia lentamente a recuperare, non vogliono certamente usare questo strumento”, commenta un economista della Danske Bank, Frank Oland Hansen.

“Draghi spera di non dover mai dare corso alla sua promessa”, dice ancora Herzum della Union Investment. “Prima del suo discorso, non era mai stato chiaro se la Bce fosse il prestatore di ultima istanza. Ma ora Draghi è legato dalla sua promessa”.

Dover comprare bond su vasta scala potrebbe avere anche risvolti legali per la Bce. La Corte costituzionale tedesca di Karlsruhe sta già esaminando, infatti, la possibilità che la banca centrale europea abbia travalicato il suo campo di azione con l‘Omt e dare corso al programma potrebbe forzare la mano ai giudici tedeschi.

“Karlsruhe non potrà dire altro che ci devono essere dei limiti”, ha detto Lars Feld, consigliere economico del governo tedesco. “Il programma di acquisto di bond, dunque non sarebbe più un bazooka ma una mitragliatrice”.

Come per le armi nucleari, il potere dell‘Omt deriva dalla minaccia che pone non dal suo uso. Per vincere battaglie minori la Bce ha allargato il proprio arsenale.

All‘inizio di luglio, Francoforte ha agito rapidamente per rassicurare i mercati dopo che la Fed aveva annunciato l‘intenzione di rallentare i suoi acquisti di bond: la Bce ha fatto sapere che intende mantenere i tassi ai livelli attuali, o più in basso, per un lungo periodo di tempo.

Nonostante ciò, l‘impatto di questa “forward guidance” è svanito dopo che politici e osservatori hanno reso dichiarazioni secondo cui la Bce non ha promesso di mantenere bassi i tassi, bensì ha presentato solo un possibile scenario di riferimento.

Gli economisti hanno ritenuto tali dichiarazioni troppo deboli per assicurare a lungo la calma sui mercati.

“La forward guidance non avrà alcun effetto a meno che non venga interpretata come un vero e proprio impegno a comportarsi in un certo modo nel futuro”, spiega Michael Woodford, professore alla Columbia University.

Per ottenere i risultati desiderati dalla forward guidance, la Bce dovrà andare oltre il “faremo qualunque cosa” e mettere sul piatto i soldi oltre alle parole. Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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