July 25, 2013 / 2:11 PM / 5 years ago

Vaticano e Italia vicini ad accordo su scambio informazioni finanziarie

di Lisa Jucca e Massimiliano Di Giorgio

ROMA (Reuters) - L’Italia e il Vaticano stanno per stringere un accordo che consentirebbe per la prima volta uno scambio regolare di informazioni finanziarie per contrastare il riciclaggio, hanno riferito a Reuters diverse fonti con una conoscenza diretta della situazione.

L’accordo avrà la forma di un Memorandum of understanding fra l’Aif, cioè l’unità di intelligence finanziaria vaticana, e la Uif, l’omologo italiano che è un organismo indipendente con sede presso la Banca d’Italia.

La stretta sul protocollo giunge in un momento in cui il Vaticano sta compiendo grossi sforzi per riformare l’Istituto per le opere di religione (Ior), detta anche spesso “la banca del Papa”, da trent’anni al centro di scandali. L’intesa rappresenterebbe un primo significativo passo verso la normalizzazione delle relazioni bancarie con l’Italia.

Il Vaticano ha già firmato accordi del genere con altri Paesi, in particolare con gli Stati Uniti. Ma quello con l’Italia avrebbe un ruolo-chiave, dato l’ampio numero di transazioni che passano attraverso la Penisola.

Il Vaticano dovrà dare prova della sua reale volontà di collaborare con le autorità italiane, prima che Bankitalia elimini il divieto sulle transazioni dirette tra le banche con sede in Italia e lo Ior, hanno detto due fonti che conoscono direttamente la situazione.

Le operazioni finanziarie del Vaticano sono attualmente nel mirino della magistratura italiana, dopo l’arresto di un prelato, Nunzio Scarano, nell’ambito di un’inchiesta sul tentato rientro in Italia di 20 milioni di euro in contanti dalla Svizzera.

La Procura di Roma ha anche indagato l’ex direttore e l’ex vice direttore dello Ior con l’accusa di aver violato le norme anti-riciclaggio.

Tre fonti con conoscenza diretta dei fatti hanno detto che i negoziati sono a un livello avanzato e che un accordo, a meno di ostacoli dell’ultimo minuto, potrebbe arrivare “a giorni”.

Una quarta fonte ha detto che una bozza del memorandum è già pronta e attende solo di essere firmata.

ACCESSO PIU’ RAPIDO AI DATI

L’accordo punta a fissare una cornice per la condivisione delle informazioni su operazioni transazioni finanziarie tra i due stati. La cooperazione amministrativa tra le due autorità sarebbe un modo più veloce per accedere a dati bancari sensibili, piuttosto che passare attraverso rogatorie giudiziarie internazionali.

Secondo la bozza dell’accordo, lo scambio d’informazioni potrebbe avere un effetto retroattivo, per consentire un esame più accurato di casi sospetti.

Aif e Uif potrebbero fornire informazioni sulle transazioni finanziarie ai magistrati, se si imbattessero nelle prove di reati finanziari.

“Siamo favorevoli a qualsiasi passo che migliori la collaborazione tra le due giurisdizioni”, ha detto a Reuters un portavoce dello Ior.

Le banche con sportelli in Italia hanno interrotto di fatto le operazioni con lo Ior nel 2010, dopo che la Banca d’Italia ha imposto agli istituti locali criteri più stretti.

Un rapporto del 2012 di Moneyval, il comitato di esperti anti-riciclaggio del Consiglio d’Europa, indica che il Vaticano non è riuscito finora a rispettare alcuni importanti standard di trasparenza finanziaria.

Con una decisione senza precedenti, lo Ior ha affidato a un team di esperti l’analisi dei suoi circa 18.900 conti, nella speranza di identificare transazioni sospette. Il rapporto sui conti dello Ior di Scarano, visto da Reuters, è già pronto e riguarda gli ultimi 10 anni di attività.

Moneyval deve valutare nei prossimi mesi i progressi compiuti dalla santa Sede per combattere il riciclaggio.

Per la piena normalizzazione delle relazioni bancarie tra Italia e Vaticano, però, ci vorrebbe ancora l’adeguamento ai criteri di Moneyval e un decreto firmato dal ministero delle Finanze, ha etto a Reuters una delle fonti.

L’Aif e la Banca d’Italia hanno declinato ogni commento in merito.

Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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