25 luglio 2013 / 14:11 / tra 4 anni

Banca Marche rinvia revisione piano industriale

ROMA (Reuters) - Banca Marche rinvia di almeno un mese l‘approvazione del nuovo piano industriale che avrebbe dovuto ricevere il via libera dal consiglio di amministrazione di oggi in attesa di conoscere i dati definitivi di gruppo del primo semestre, rende noto l‘ufficio stampa.

L‘istituto di credito marchigiano è alla ricerca di 380 milioni di euro entro la fine dell‘anno per far fronte a oltre 800 milioni di svalutazioni sui crediti che hanno portato i conti in rosso di 528 milioni di euro lo scorso anno e alle dimissioni del presidente.

Banca Marche è attualmente oggetto di una ispezione generale della Banca d‘Italia.

“Il cda che si riunisce oggi esaminerà lo stato di avanzamento dei lavori del piano industriale 2013-2016 operativo da aprile e successivamente, in occasione dell‘approvazione dei dati consolidati della semestrale di gruppo, procederà alla revisione degli obiettivi del piano”, ha detto il portavoce.

Di conseguenza è stata rinviata a data da destinarsi la conferenza stampa con il neo presidente Rainer Masera, ex ministro e direttore della Banca d‘Italia.

La semestrale consolidata di Banca Marche, che conta oltre 300 sportelli nel centro Italia e circa 3.000 dipendenti, viene presentata normalmente alla fine di agosto.

L‘ufficio stampa comunica, inoltre, che il piano industriale approvato in aprile “sta producendo nei vari ambiti di intervento i primi confortanti riscontri, in particolare sul fronte della riduzione dei costi, dell‘efficienza organizzativa e del recupero dei crediti deteriorati”.

IMPRENDITORI LOCALI POTREBBERO SCENDERE IN CAMPO

Su insistenza della Banca d‘Italia - che ha condotto una serie di ispezioni sulla situazione delle sofferenze delle prime 20 banche italiane - l‘istituto di credito marchigiano ha deliberato un aumento da 300 milioni in equity da effettuarsi “inderogabilmente” entro il 31 dicembre e la facoltà di farne un altro da 100 milioni nell‘arco di un periodo massimo di 24 mesi.

Il 28 giugno è stato annunciato anche un prestito “ponte” obbligazionario decennale Upper Tier II al 12,5% per un valore massimo di 80 milioni di euro allo scopo di consentire al gruppo di mantenere i livelli patrimoniali regolamentari nelle more del definitivo aumento di capitale.

L‘emissione, che si conclude il 30 luglio, è stata ad oggi sottoscritta solo per 25 milioni di cui 20 da parte delle Fondazioni Cassa di risparmio di Pesaro e Cassa di risparmio di Jesi, ha detto il portavoce.

Le tre principali Fondazioni azioniste, Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, Cassa di Risparmio di Pesaro e Cassa di Risparmio di Jesi sono già pesantemente esposte verso Banca Marche di cui controllano complessivamente il 55% circa.

Il gruppo Intesa Sanpaolo ha il 5,84% e la Fondazione Carifano il 3,35%. Il 32,2% del capitale è distribuita tra circa 40.000 piccoli azionisti.

La stampa locale ha riferito nelle scorse settimane dell‘interesse di 100-150 imprenditori locali che potrebbero sottoscrivere un centinaio di milioni e dell‘interesse del mondo delle cooperative che potrebbero sottoscriverne altri 50-60.

Giselda Vagnoni Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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