23 luglio 2013 / 11:48 / 4 anni fa

Rete Telecom, per l'Antitrust prioritaria è la governance

ROMA (Reuters) - Per l‘Antitrust l‘eventuale ingresso di Cassa depositi e prestiti (Cdp) nella società alla quale Telecom Italia vuole affidare la rete di accesso dovrà essere vagliata sotto il profilo della concorrenza perché potrebbe realizzare l‘unione di due delle tre principali reti telefoniche fisse italiane.

Un Punto Telecom a Milano, nell'aorile scorso. REUTERS/Stefano Rellandini

Lo ha detto Giovanni Pitruzzella, presidente dell‘Antitrust, nel corso di un‘audizione in Senato, aggiungendo che il nodo centrale dell‘operazione che sta tentando la compagnia telefonica è la governance che verrà assegnata alla futura società della rete.

Al momento, ha detto il presidente dell‘Autorità, “l‘operazione così come annunciata appare presentare alcuni nodi da sciogliere che possono essere così sintetizzati: la governance della nuova società; il grado di allentamento dei vincoli regolatori che si accompagnerà a tale operazione; i tempi di realizzazione, particolarmente lunghi; i costi dell‘operazione, che appaiono non banali”.

Il profilo di maggior rilievo riguarda certamente la governance di Opac (il nome provvisorio della società): “Da questa dipende la possibilità di garantire l‘effettiva equivalence of input tra gli operatori. È, infatti, necessario che l‘operatore dominante non risulti in grado di influenzare l‘operatività della nuova società in termini di: 1) scelta delle condizioni e di gestione delle procedure attraverso cui la parità d‘accesso dovrebbe realizzarsi e 2) di scelte e pianificazione degli investimenti”.

In un altro passaggio del suo intervento il presidente dell‘Antitrust ha avvertito i senatori che: “In tema di governance occorre tener conto che se Cdp entrerà nel capitale della nuova società dovranno essere analizzati gli effetti di tale partecipazione alla luce della presenza della Cassa nel capitale di Metroweb”, la società che controlla la rete in fibra ottica nell‘area milanese.

Secondo l‘Antitrust tale valutazione è dovuta perché tutto ciò andrebbe “a determinare un collegamento tra due dei tre principali operatori di rete fissa, in particolare di nuova generazione, presenti in Italia. Occorrerà tener conto della possibile riduzione della concorrenza e delle eventuali sinergie che permetterebbero di ottimizzare gli investimenti nel settore”, ha detto Pitruzzella.

Il garante ha anche avvisato che, in virtù dei lunghi tempi necessari per realizzare lo scorporo, dai 24 ai 30 mesi, sarà necessario che “il quadro regolamentare mantenga le condizioni di accesso al momento effettivamente prevalenti”.

Metroweb ha l‘87,16% del suo capitale nelle mani di Metroweb Italia, partecipata a sua volta al 46,2% dal Fondo Strategico Italiano (gruppo Cdp) e al 53,8% da F2i.

Giovedì si aspetta il via libera preliminare da parte dell‘Agcom al progetto di Telecom Italia.

(Alberto Sisto)

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