19 luglio 2013 / 11:39 / 4 anni fa

Cina annuncia attesa liberalizzazione tassi sui prestiti bancari

PECHINO (Reuters) - La banca centrale cinese ha annunciato stamane la riforma dei tassi di interesse, da tempo attesa, che prevede tra l‘altro l‘abolizione del limite minimo sui tassi che le banche fanno pagare ai clienti per i prestiti, un passo che va verso un pricing del credito più legato al mercato.

La Banca Popolare della Cina (PBOC) ha anche detto, in un comunicato suo sito web, che rimuoverà i controlli sui tassi degli strumenti finanziari a breve termine, il che significa che le banche ora saranno in grado di ridurre i tassi tanto quanto possa essere utile ad attrarre clienti. La Banca centrale ha aggiunto che spera che le misure possano ridurre i costi di finanziamento per le imprese.

Invece non ha eliminato il limite massimo sui tassi di deposito - perchè ‘rischioso’ - limite attualmente fissato a 110% dei tassi di riferimento, fattore che molti economisti vedono come il passo più importante che Pechino dovrà eventulamente prendere se vuole liberalizzare il suo regime di tassi di interesse.

Tuttavia “questo è un grande passo avanti nelle riforme finanziarie. Prima la gente pensava che la banca centrale avrebbe ridotto solo gradualmente il floor su tassi dei prestito. Invece li hanno eliminati del tutto” dice Wang Jun, economista senior al China Centre for International Economic Exchanges (Cciee).

La mossa, che entrerà in vigore da domani, dovrebbe far scendere gli oneri finanziari per imprese e privati, ponendo fine a quello che molti osservatori avevano visto come un aumento artificiale degli oneri finanziari che ha beneficiato i grandi istituti di credito dello Stato a discapito di imprese private.

I grandi istituti di credito della Cina, tra cui Industrial and Commercial Bank of China Ltd, China Construction Bank Corp, Bank of China Ltd e Agricultural Bank of China Ltd, ne troveranno giovamento.

Il fatto che il premier Li Keqiang ha avviato la riforma dopo solo quattro mesi di lavoro manda un chiaro segnale che lui e la sua amministrazione vogliono fare sul serio sul piano delle riforme volte a riequilibrare la seconda economia più grande al mondo.

“In linea di principio, il cambiamento potrebbe abbassare i costi di finanziamento, in particolare consentendo alle banche di offrire tassi migliori sui mutui. Nella pratica, la differenza immediata sarà piccola” dice Mark Williams, capo economista per l‘Asia a Capital Economics. “E’ comunque un passaggio importante, probabilmente più per quello che simboleggia che per l‘effetto sull‘economia. La Cina ha parlato di liberalizzazione dei tassi di interesse per un lungo periodo, questo è uno dei più grandi passi che avrebbero potuto fare. Non necessariamente cambierà molto oggi, ma ti dice qualcosa circa la traiettoria. Solo una piccolissima percentuale dei prestiti sarà influenzata da questa decisione. Prima di oggi, le banche erano autorizzate a concedere prestiti con uno sconto di non più del 30% rispetto al tasso benchmark, ma tale sconto riguarda solo l‘11% dei prestiti”.

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