July 10, 2013 / 10:14 AM / 5 years ago

Banca d'Italia e Tesoro contestano calo rating di S&P

di Paolo Biondi e Giuseppe Fonte

Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni. REUTERS/Alastair Grant/Pool

ROMA (Reuters) - La Banca d’Italia e il ministero dell’Economia hanno duramente contestato stamani la decisione dell’agenzia di rating Standard and Poor’s di abbassare da BBB+ a BBB il giudizio sul merito di credito dell’Italia, che rischia di far lievitare il costo di finanziamento dell’alto debito pubblico italiano.

Nel suo discorso all’assemblea annuale dell’Abi, il governatore Ignazio Visco ha osservato che i giudizi degli analisti internazionali, quindi anche quelli delle agenzie di rating, sono legati a “mutevoli valutazioni” e quelli “sulla solidità dei bilanci delle banche italiane non sempre sono ben motivati”.

Dallo stesso palco il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha parlato di decisioni che “possono avere effetti pro-ciclici e destabilizzanti”.

A pesare sulla mossa di S&P sono stati soprattutto due fattori: l’ulteriore indebolimento della congiuntura e la mancata trasmissione all’economia reale della politica monetaria espansiva della Bce con i tassi dei prestiti alle imprese che rimangono ben sopra i livelli pre-crisi.

Il target di bilancio dell’Italia, dice S&P’s, è poi a rischio a causa dei differenti approcci del governo su come affrontare i buchi di bilancio.

Nel suo discorso davanti ai banchieri, Visco ha fatto un’analisi opposta a quella degli esperti dell’agenzia Usa: le difficoltà dell’economia italiana sono da mettere in relazione con i “rischi di rallentamento dell’economia mondiale” e alle “incertezze sulla governance europea”, che finiscono per pesare anche sul nostro spread.

Il governatore ha richiamato, tuttavia, l’esecutivo, dove sono forti le spinte per eliminare l’aumento dell’Iva e abolire l’Imu sulla prima casa, a non derogare dalla politica del rigore.

SACCOMANNI: ESTRAPOLAZIONE MECCANICA DI DATI VECCHI

“Non possiamo rischiare di perdere la fiducia degli investitori, fragile ed esposta alle mutevoli valutazioni degli analisti. Le politiche di bilancio devono rimanere responsabili; le riforme già definite e quelle da attuare vanno collocate in un disegno organico, enunciandone con chiarezza le finalità”, ha detto Visco.

Per Saccomanni, S&P’s ha annunciato il downgrade dell’Italia ieri sera a mercati chiusi, ma alla viglia delle ben note, preannunciate emissioni di titoli di Stato.

“La decisione appare basata su una estrapolazione meccanica di dati e situazioni del passato, con minima o nulla considerazione per gli effetti di misure già prese o in corso di attuazione. Il futuro viene sostanzialmente valutato sulla base di percezioni di rischi, che tengono ovviamente conto solo degli scenari peggiori”.

S&P’s, ha proseguito Saccomanni, ignora totalmente i dati più recenti” e “le valutazioni di istituzioni e organismi internazionali come l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale, che hanno certificato il consolidamento delle finanze pubbliche e che prevedono una ripresa dell’economia dal quarto trimestre del 2013”.

L’ex direttore generale della Banca d’Italia ha poi ricordato il dibattito in corso sul ruolo delle agenzie di rating nell’orientare le scelte e le aspettative dei mercati finanziari internazionali.

“Decisioni non adeguatamente sostenute da analisi condivise possono avere effetti pro-ciclici e destabilizzanti”, ha concluso il ministro.

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