10 luglio 2013 / 07:24 / 4 anni fa

Btp in calo ma senza scosse dopo S&P, buon segnale in vista aste

MILANO (Reuters) - Chiusura in calo per l‘obbligazionario italiano, che tuttavia si tiene ben lontano dai minimi segnati di recente e non affonda sotto i colpi del downgrade di Standard & Poor‘s, arrivato ieri sera alla vigilia della tornata d‘asta di metà mese. Sintomo che la mossa dell‘agenzia Usa era già nei prezzi.

Banconote euro da diversi tagli. REUTERS/Kacper Pempel

“Non si può negare ci sia stata pressione, ma a fine giornata il bilancio è meno grave di quanto si potesse immaginare. Questo vuol dire che in qualche modo la mossa di S&P era in parte scontata”, dice un dealer da Milano.

A fine seduta il tasso del decennale italiano sale al 4,444% dal 4,402% della chiusura di ieri e lo spread nei confronti dell‘analoga scadenza del Bund si allarga a 279 punti base dai 275 di ieri sera.

Restano dunque lontani i picchi plurimensili segnati a fine giugno quando, sui timori di una prossima riduzione dello stimolo monetario da parte della Federal Reserve, il differenziale si era spinto fino a 311 punti base, ai massimi dal 12 aprile, mentre il rendimento del decennale aveva rivisto la soglia del 4,90%, toccata subito dopo l‘esito inconcludente delle elezioni di fine febbraio.

Cartina al tornasole della risposta tutto sommato composta dei mercati l‘esito dell‘asta Bot, tramite cui stamane il Tesoro stamane ha collocato 9,5 miliardi di titoli a 12 mesi e 160 giorni, raccogliendo una buona domanda, anche grazie all‘impegno della Bce a mantenere un orientamento espansivo per un ampio lasso di tempo.

Il titolo annuale, che ieri sera sul grey market quotava in area 1,02%, è stato assegnato a 1,078% da 0,962% di giugno, ai massimi da quattro mesi.

“In termini di spread su Germania rimaniamo intorno ai 105 punti base”, nota Alessandro Giansanti, strategist di Ing.

Sulla stessa lunghezza d‘onda Chiara Cremonesi di UniCredit: “I rendimenti non sono venuti fuori troppo più alti rispetto a quanto avevamo previsto ieri, prima della notizia del downgrade dell‘Italia, segno che le pressioni che si sono viste stamattina sul mercato sono state in parte riassorbite”.

Mentre restano per il momento sullo sfondo le fibrillazioni interne alla maggioranza di governo legate alle vicende giudiziarie dell‘ex premier Silvio Berlusconi, il Tesoro, che ha già completato il 67% del funding previsto per quest‘anno, sembra poter guardare all‘asta di domani senza troppi patemi.

Nel dettaglio, verranno offerti da 3 a a 3,5 miliardi del Btp triennale maggio 2016, 1-1,5 miliardi del trentennale settembre 2044 e, infine, 1-1,5 miliardi del Ccteu novembre 2018.

“Credo che molti approfitteranno della discesa dei prezzi per comprare un po’ più a sconto”, dice un dealer di una banca italiana specialista.

Sul finale della seduta, il Btp triennale, assegnato il mese scorso a rendimento lordo di 2,38% e probabilmente alla sua ultima emissione prime del lancio di un nuovo benchmark, sul secondario viaggia in area 2,32%, mentre il trentennale, collocato a maggio via sindacato al 4,985%, offre in chiusura un tasso di 5,20%.

SPAGNA SOTTO TIRO

Con il taglio di ieri, motivato, tra l‘altro, con il rischio di un ulteriore indebolimento dell‘economia italiana, e criticato all‘unisono da Bankitalia e dal Tesoro, S&P’s si è allineata a Moody‘s, portando il suo giudizio sull‘Italia a due gradini dal livello ‘junk’, mentre la valutazione di Fitch è di un notch più elevata.

Tutte e tre le principali agenzie hanno sull‘Italia un outlook negativo, che espone il Paese a ulteriori downgrade.

Ma a soffrire di più la sforbiciata del rating italiano è stata la Spagna, che Moody’s e S&P’s collocano a un passo dal comparto speculativo, e che è quindi considerata dagli analisti la più esposta alla perdita nei prossimi mesi dello status di ‘investment grade’ necessario per permanere all‘interno dei ‘bond index’ usati come riferimento dagli investitori.

“L‘attesa ora è che la Spagna possa essere la prossima”, spiega Gianluca Ziglio, strategist di Sunrise Brokers. “Il fattore rating potrebbe aprire la porta della richiesta di aiuti per Madrid. E questo potrebbe avere un impatto anche su altri Paesi”, avverte.

Nella seduta odierna il debito spagnolo ha sottoperformato l‘intero comparto della periferia europea, con il rendimento del decennale salito fino al 4,80% dal 4,68% del finale di seduta di ieri.

=========================== 17,20 ============================ FUTURES BUND SETTEMBRE 142,56 ( inv.) FUTURES BTP SETTEMBRE 110,47 (-0,39) BTP 2 ANNI (GIU 15) 102,116 (-0,115) 1,880% BTP 10 ANNI (MAG 23) 100,778 (-0,356) 4,444% BTP 30 ANNI (SET 40) 98,890 (-0,511) 5,138% ========================= SPREAD (PB)=========================

ULTIMA CHIUSURA TREASURY/BUND 10 ANNI 101 98 BTP/BUND 2 ANNI 178 175 BTP/BUND 10 ANNI 279 275 livelli minimo/massimo 279,0-286,1 263,9-275,5 BTP/BUND 30 ANNI 268 265

SPREAD BTP 10/2 ANNI 256,4 257,2 SPREAD BTP 30/10 ANNI 69,4 68,2 ==============================================================

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