9 luglio 2013 / 09:13 / 4 anni fa

Rcs si prepara ad asta inoptato di domani, titolo schizza

MILANO (Reuters) - Tra la dichiarazione d‘amore eterno di Fiat e l‘appello accorato di Diego Della Valle al presidente Giorgio Napolitano di carne al fuoco ce n‘è abbastanza per far schizzare il titolo Rcs in borsa.

La verità che sta dietro al +10% odierno tuttavia è più legata al fatto che domani parte l‘asta dell‘inoptato e un titolo che sale e si porta ben sopra al prezzo di sottoscrizione dell‘aumento di 1,235 fa ingolosire gli investitori.

“Penso che salga per spingere a comprare i diritti inoptati domani. Essendo il prezzo di esercizio molto vicino ai valori attuali non ci sarebbe alcun interesse a comprare i diritti domani e sottoscrivere l‘aumento”, spiega un trader.

Intorno alle 9,55 Rcs sale del 6,07% a 1,38 euro, ma si è portato fino a +9,4% con scambi già pari a 1,7 volte la media dell‘intera seduta nell‘ultimo mese. Il tutto in un contesto di mercato moderatamente positivo.

L‘aumento di capitale di Rcs da 400 milioni si è chiuso con adesioni pari all‘85% del totale delle azioni ordinarie offerte. I diritti inoptati, pari al 15% dell‘offerta, verranno riofferti in Borsa dal 10 al 16 luglio.

Ieri il Ceo di Fiat Sergio Marchionne ha dichiarato che la casa torinese, salita oltre il 20% con l‘aumento, non avrebbe fatto un tale investimento se non ritenesse la quota strategica.

Per contro Della Valle, che vorrebbe contendere a Fiat il ruolo di azionista di riferimento del gruppo editoriale, ha scritto una lettera a Napolitano in cui lo invita a chiedere un passo indietro ai soci forti.

Questo indiretto botta e risposta scatena sicuramente le fantasie su chi potrebbe precipitarsi a rastrellare l‘inoptato che in ogni caso, numeri alla mano, consentirebbe a Della Valle di portarsi dall‘8,8% attuale a poco sotto il 20%.

Il Sole 24 Ore oggi parla di un pacchetto del 6-7% del capitale Rcs “di cui le banche del consorzio hanno perso le tracce” e che quindi nella disfida Fiat-Della Valle potrebbe fare la differenza.

Sullo sfondo il monitoraggio della Consob e le dichiarazioni di pace di altri soci importanti. Venerdì scorso il Ceo di Intesa Sanpaolo Enrico Cucchiani ha dichiarato che non crede nelle guerre e che i soci di Rcs sapranno trovare la quadra per riportare il gruppo su una situazione di solidità.

(Gianluca Semeraro)

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