5 luglio 2013 / 13:22 / 4 anni fa

Natuzzi sospende mobilità fino a metà ottobre, si negozia

di Francesca Piscioneri

ROMA (Reuters) - Natuzzi, azienda pugliese titolare del marchio Divani&Divani e quotata a New York, ha accettato di sospendere il piano di mobilità per oltre 1.700 dipendenti in Italia fino a metà ottobre, al termine di un “vivace dibattito” con il governo alla presenza dei sindacati di settore e dei rappresentanti di Basilicata e Puglia.

La trattativa prosegue con un tavolo tecnico convocato per il 15 luglio prossimo.

“Il governo ha chiesto un periodo di sospensione della mobilità che consenta l‘apertura di un confronto tecnico sul piano industriale al quale è necessario dare una svolta che consenta di non trascinare [la crisi aziendale]”, ha detto al termine della riunione il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, che sta seguendo la vertenza per conto del governo.

“Abbiamo apprezzato molto che l‘azienda abbia accettato la nostra richiesta. Sono fiducioso perché Natuzzi è una realtà importante del nostro Paese. Ci siamo dati appuntamento il 15 luglio con un gruppo tecnico”, ha aggiunto.

In sostanza Natuzzi sospenderà fino a metà ottobre la procedura di mobilità per 1.726 persone, prendendo tempo rispetto alla mobilità “immediata” della quale parla il piano che avrebbe portato al licenziamento degli interessati entro poco più di un mese. I lavoratori in esubero rimarranno invece in cassa integrazione straordinaria fino a quella data, quando comunque scadono i termini per usufruire dell‘ammortizzatore sociale, con l‘auspicio che si trovi una soluzione per allora.

Il piano annunciato da Natuzzi il primo luglio prevede 1.726 esuberi con mobilità immediata di cui 1.580 operai e 146 amministrativi, e la chiusura di due stabilimenti destinati alla produzione di divani: quello di Ginosa (Taranto) da ottobre 2013, e quello La Martella (Matera) da aprile 2014. A marzo 2014 verrà inoltre ridimensionato il sito Matera Iesce.

L‘azienda, guidata dal patron Pasquale Natuzzi che oggi non era presente all‘incontro, attribuisce la crisi alla globalizzazione e alla concorrenza sleale dei Paesi emergenti con conseguente riduzione delle aziende del distretto del Mobile imbottito in Puglia e Basilicata da 520 a circa 100, e gli addetti da 14.000 dei primi anni del 2000 a 6.000 nel 2012. Di questi la Natuzzi occupa, direttamente e indirettamente, 4.515 persone (3.175 in via diretta, in 5 stabilimenti). L‘obiettivo della riorganizzazione è di mantenerne al lavoro 2.789.

I sindacati, che a seguito dell‘annuncio avevano già avviato una serie di scioperi generali negli stabilimenti, sono arrivati all‘incontro di stamani con la richiesta di ritiro del piano.

“Avremmo voluto il ritiro della mobilità ma la sospensione consente di avviare il confronto per valutare quali sono le possibilità”, ha detto Paolo Acciai, segretario nazionale della Filca-Cisl.

Il sindacalista ha chiesto l‘applicazione dell‘Accordo di programma per il distretto del Mobile imbottito, sottoscritto a febbraio scorso, che prevede risorse per ben 101 milioni di euro e la riallocazione degli oltre 5.000 lavoratori in esubero nelle Murge.

Walter Schiavella, segretario generale Fillea Cgil, definisce “inaccettabile” il piano di tagli al personale presentato dal gruppo.

“Come evidente, a quel tavolo noi pretenderemo che tutto ciò cambi ed in relazione a ciò decideremo le nostre iniziative”, conclude Schiavella dando atto a De Vincenti dell‘impegno profuso.

Secondo la Uil, Natuzzi ha delocalizzato i prodotti fabbricati in Italia redistribuendo la produzione in Romania, Brasile e Cina e ora ha intenzione di aumentare di circa 1.000 unità (da 7.000 a 8.000) i dipendenti all‘estero nel momento in cui licenzia in Italia.

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