1 luglio 2013 / 12:17 / tra 4 anni

Natuzzi annuncia 1.726 esuberi, da domani sciopero lavoratori

di Francesca Piscioneri

BARI/ROMA (Reuters) - A differenza di quanto auspicato dopo i contatti con i sindacati e la Regione Puglia nelle scorse settimane, Natuzzi -azienda pugliese titolare del marchio Divani&Divani e quotata a New York - ha annunciato un piano di esuberi per oltre 1.700 dipendenti in Italia con la chiusura di 2 stabilimenti su cinque e il ridimensionamento di un terzo.

Lo rende noto la società al termine di una riunione presso la sede romana di Confindustria, e lo confermano i sindacati di settore annunciando da domani lo sciopero generale.

Il piano prevede 1.726 esuberi con mobilità immediata di cui 1.580 operai e 146 amministrativi, e la chiusura di due stabilimenti destinati alla produzione di divani: quello di Ginosa (Taranto) da ottobre 2013, e quello La Martella (Matera) da aprile 2014. A marzo 2014 verrà inoltre ridimensionato il sito Matera Iesce.

“L‘attuale forza lavoro non è sostenibile e non può più essere mantenuta ricorrendo alla cassa integrazione straordinaria che nel 2012 ha riguardato 1.450 lavoratori, 674 dei quali a zero ore”, spiega l‘azienda che precisa come la cassa straordinaria scadrà a ottobre 2013.

Natuzzi attribuisce la crisi alla globalizzazione e alla concorrenza sleale dei Paesi emergenti con conseguente riduzione delle aziende del distretto del Mobile imbottito in Puglia e Basilicata da 520 a circa 100, e gli addetti da 14.000 dei primi anni del 2000 a 6.000 nel 2012. Di questi la Natuzzi occupa, direttamente e indirettamente, 4.515 persone (3.175 in via diretta, in 5 stabilimenti). L‘obiettivo della riorganizzazione è di mantenerne al lavoro 2.789, dice l‘azienda in una nota.

I sindacati di settore Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno proclamato da domani lo sciopero generale chiedendo alla presidenza del Consiglio e ai ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro la convocazione di un tavolo alla presenza dei presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata.

Proprio questa mattina l‘Istat ha fornito i dati sulla disoccupazione in Italia aggiornati a fine maggio quando ha toccato il 12,2%, nuovo massimo dal primo trimestre 1977.

VENDOLA: PIANO DI LACRIME E SANGUE, INTERVENGA GOVERNO

“Dopo circa 10 anni di cassa integrazione Natuzzi si limita a regalare alla Puglia 1.700 licenziamenti. Questo è inaccettabile”, ha commentato Silvano Penna, segretario generale della Fillea-Cgil Puglia.

Secondo la Uil, Natuzzi ha delocalizzato i prodotti fabbricati in Italia redistribuendo la produzione in Romania, Brasile e Cina e ha intenzione di aumentare di circa 1.000 unità (da 7.000 a 8.000) i dipendenti all‘estero nel momento in cui licenzia in Italia.

“Sembra assurdo che l‘azienda che ha prodotto per l‘anno 2012 circa il 70% del suo fatturato negli stabilimenti esteri parli di concorrenza sleale da parte di altre aziende del mobile imbottito”, sostiene Salvatore Bevilacqua, segretario Generale Feneal-Uil Puglia.

Il segretario nazionale della Filca-Cisl, Paolo Acciai, chiede l‘applicazione dell‘Accordo di programma per il distretto del Mobile imbottito, sottoscritto a febbraio scorso, che prevede risorse per ben 101 milioni di euro e la riallocazione degli oltre 5.000 lavoratori in esubero nelle Murge.

Natuzzi ha registrato perdite intorno ai 140 milioni tra il 2007 e il 2012. Il piano quinquennale prevede nel complesso investimenti per 190 milioni nel tentativo di riportare l‘equilibrio finanziario.

Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, che il 19 giugno pensava di aver ricevuto rassicurazioni dal patron dell‘azienda Pasquale Natuzzi, parla di “un piano di lacrime e sangue, che va oltre ogni ragionevole condivisione” e chiede l‘intervento del governo centrale con proposte di politica industriale “che, fino a questo momento, hanno più brillato per assenza che non per efficienza e concretezza”.

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