July 1, 2013 / 8:09 AM / 5 years ago

Italia, tasso disoccupazione sale a nuovo record a maggio

di Elvira Pollina

Offerte di lavoro su un quotidiano. REUTERS/Alessandro Garofalo

MILANO/ROMA (Reuters) - Nuova puntata al rialzo per il tasso di disoccupazione italiano, che nel mese di maggio si è portato al 12,2% dal 12% di aprile e dal 10,4% dello stesso periodo dello scorso anno, segnando il nuovo record dall’inizio delle serie storiche dell’Istat, partite nel 1977.

Numeri peggiori delle previsioni raccolte da Reuters in un sondaggio - che indicavano un rialzo al 12,1% - ma coerenti con il quadro di prolungata crisi dell’economia italiana, alle prese con la fase recessiva più prolungata dal secondo Dopoguerra.

“E’ un dato che riflette la fase di grave debolezza dell’economia: la caduta del Pil negli ultimi due anni si sta riflettendo in una salia del tasso di disoccupazione, che proseguirà per tutto il 2013”, commenta Loredana Federico, economista di UniCredit.

Per il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi questi dati “non sono una sorpresa: purtroppo non potevamo fare altro che aspettarli. Riflettono l’andamento dell’economia reale”, ha detto a margine di un convegno in Cattolica.

Secondo le stime diffuse dal Centro Studi di Confindustria la settimana scorsa, l’Italia chiuderà l’anno con una flessione del prodotto interno lordo di 1,9 punti percentuali, dopo il -2,4% del 2012, e si avvierà a una ripresa molto lenta.

A determinare la salita della percentuale dei senza lavoro, spiegano gli analisti, la combinata riduzione degli occupati (-0,1% rispetto ad aprile, -1,7% su anno) e degli inattivi, ovvero di quanti, vista la riduzione del reddito disponibile delle famiglie, si mettono mettono in cerca di un lavoro, ma si scontrano con la difficoltà di trovarne uno (-0,2% su mese, -0,9 su anno).

DA PIANO LAVORO GOVERNO SUPPORTO MODERATO

Proprio per cercare di tamponare la grave crisi del mercato del lavoro, il governo di Enrico Letta, entrato in carica alla fine di aprile e alle prese con un bilancio stretto tra fase negativa del ciclo e vincoli europei, ha varato un pacchetto da 1,5 miliardi di euro, da spalmare nel biennio 2013-2015, finanziato in parte con la riprogrammazione dei fondi strutturali europei.

Il piano prevede, tra l’altro, forme di decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani di età compresa tra 18 e 29 anni.

Una fascia, quest’ultima, particolarmente colpita dalla crisi dell’economia italiana, entrata in recessione nel terzo trimeste del 2011.

“E’ un piano che supporterà moderatamente l’occupazione, ed è da valutare in termini positivi soprattutto perchè è in buona parte finanziato con risorse che altrimenti sarebbero andate perse. Ma non può incidere sul quadro complessivo di debolezza macroeconomica”, prosegue Federico.

Un giudizio condiviso da Paolo Pizzoli, economista di Ing. “E’ un messaggio di fiducia, che potrebbe spingere le imprese a sfruttare gli accenni di ripresa che vedremo alla fine dell’anno. Certamente però, finché permarranno critiche dal lato della domanda, l’incentivo di per sè non basta”.

Il provvedimento del governo e le misure adottate dal Consiglio Ue di giovedì e venerdì scorsi a Bruxelles “sono utili forme di incentivazione dell’occupazione, ma non è questo che cambierà la situazione della crisi. E’ evidente che purtroppo in questo Paese continuano ad esserci fenomeni di riduzione della produzione e dell’occupazione. Bisogna avere un provvedimento molto determinato in tema di redistribuzione fiscale: è l’urgenza per dare una scossa vera”, ha detto il segretario della Cgil Susanno Camusso, a margine di un convegno.

Tornando ai numeri Istat, a maggio la percentuale dei senza lavoro tra quanti hanno 15-24 anni, ovvero l’incidenza dei giovani disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, si è attestata 38,5%, in diminuzione di 1,3 punti percentuali rispetto al mese precedente ma in aumento di 2,9 punti nel confronto tendenziale.

In termini assoluti si tratta di 647.000 persone, su un numero complessivo di disoccupati pari a 3,140 milioni, in aumento di 56.000 unità rispetto ad aprile e di 480.000 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+18%).

Per l’Italia il 2013, dunque, sarà un anno ancora più drammatico sul fronte dell’occupazione di quanto già non lo sia stato l’anno scorso, che si è chiuso con un tasso di disoccupazione medio annuo al 10,7% da 8,4% registrato nel 2011.

La fragilità italiana s’inserisce nella crisi che sta attraversando l’intera zona euro dove, ha certificato oggi Eurostat, a maggio il tasso di disoccupazione è salito al 12,1% da 12,0% di aprile.

In termini assoluti, nei 17 Paesi del blocco dell’euro, le persone senza lavoro sono 19,222 milioni. Le situazione più drammatica restano quelle di Spagna e Grecia, dove le percentuali dei senza lavoro si attestano rispettivamente al 26,8% e al 26,9%.

- ha collaborato Antonella Cinelli

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