1 luglio 2013 / 07:54 / 4 anni fa

Italia, Pmi manifattura giugno riduce calo,si porta a max circa 2 anni

MILANO (Reuters) - L‘attività del settore manifatturiero italiano a giugno si è contratta al ritmo meno marcato dall‘estate 2011, quando si è avviato il ciclo negativo del comparto e dell‘intera economia.

Operai a lavoro in un laboratorio in Lombardia. REUTERS/Stefano Rellandini

E’ quanto mette in evidenza l‘indice Pmi elaborato da Markit sulla base di un‘indagine tra i direttori acquisti, che supporta i recenti segnali di un allentamento della lunga recessione dell‘economia italiana, grazie alla rinvigorimento dell‘export, nonostante la domanda interna resti debole.

L‘indice Pmi di giugno ha evidenziato una risalita a 49,1 da 47,3 segnato a maggio, rimanendo al di sotto della soglia dei 50 punti che separa la crescita dalla contrazione, risultando, però, migliore delle stime raccolte da Reuters in un sondaggio (47,8) e portandosi al livello più alto da luglio 2011, l‘ultimo mese in cui ha segnato un‘espansione.

I livelli di produzione hanno segnato un miglioramento per il terzo mese consecutivo, con l‘indice relativo in salita a 50,3 da 46,8, sopra la soglia dei 50 punti per la prima volta da settembre 2011.

Secondo l‘indagine, i nuovi ordini hanno continuato a contrarsi, nonostante il sesto incremento mensile consecutivo di quelli esteri. Le imprese hanno continuato a ridurre il personale, proseguendo il trend degli ultimi due anni, ma a un ritmo meno mercato rispetto al mese precedente.

L‘economia italiana sta attraversando la fase recessiva più prolungata dal secondo dopoguerra, con il Pil in caduta da sette trimestri consecutivi. Ma una serie di indicatori stanno mostrando come la fase più dura del ciclo negativo potrebbe essere ormai alle spalle.

A giugno, infatti, secondo l‘Istat, la fiducia delle imprese manifatturiere e quella dei consumatori si sono portate ai massimi da marzo 2012.

Nella sua ultima relazione, risalente alla settimana scorsa, il centro Studi di Confindustria ha comunque spostato in avanti, al quarto trimestre 2013, il ritorno alla crescita per l‘economia italiana, che chiuderà l‘anno, secondo le previsioni del centro studi, con una flessione del Pil di 1,9 punti percentuali, avviandosi molto lentamente verso una ripresa.

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