27 giugno 2013 / 09:54 / tra 4 anni

Aste Btp, tassi salgono a massimi da tre mesi

MILANO (Reuters) - Tassi in rialzo ai massimi da marzo nelle aste a medio lungo odierne, in cui il Tesoro ha collocato complessivamente 5 miliardi di Btp sulle scadenze 5 e 10 anni, il massimo della forchetta di offerta compresa tra 4 e 5 miliardi.

Nel dettaglio, la riapertura del benchmark quinquennale giugno 2018 è stata collocata per 2,5 miliardi di euro, su un‘offerta di 2-2,5 miliardi. Il rendimento è salito al 3,47% dal 3,01% del collocamento di maggio, ai massimi dal 3,65% di marzo. Il bid-to-cover è passato a 1,30 da 1,40 dell‘asta precedente.

Assegnato per 2,5 miliardi anche il Btp decennale maggio 2023, su un‘offerta di 2-2,5 miliardi. Il rendimento è salito al 4,55% da 4,14% di fine maggio, ai massimi dal 4,66% di marzo. Il rapporto di copertura si è attestato a 1,46 dal precedente 1,38.

Di seguito i commenti di alcuni operatori:

ALESSANDRO GIANSANTI, Ing

“Il fatto che il Tesoro abbia collocato l‘importo massimo è un dato positivo: il bid-to-cover sul 5 anni è stato inferiore a quello dell‘ultima asta ma quello sul 10 anni superiore. Poi i titoli sono usciti molto bene, entrambi un punto base di rendimento sotto i livelli di mercato e questo è stato un altro elemento positivo. Va detto che già ieri era iniziato il movimento di restringimento degli spread periferici. E il risultato di oggi conferma che nonostante il periodo negativo gli investitori continuano ad essere compratori netti di carta italiana. Peraltro, essendo quella di oggi un‘asta a medio lungo, il supporto dagli investitori domestici è minore rispetto ad esempio all‘asta di Ctz e il risultato dimostra che gli investitori stranieri ci sono e mantengono la fiducia sui bond italiani”.

LUCA CAZZULANI, UniCredit

”Con quest‘asta si chiude il ciclo di collocamenti di fine mese del Tesoro, che ha assegnato interamente tutti i titoli offerti, e questo è sicuramente positivo per quanto riguarda il funding.

Per quanto riguarda nello specifico l‘asta di oggi, noto una buona domanda soprattutto sul dieci anni, il cui livello di rendimento è risultato più attraente rispetto a quello offerto dal quinquennale. Il rialzo dei rendimenti rispetto al collocamento di maggio era scontato, visto che il contesto di mercato è molto cambiato da allora.

Sicuramente i dati americani non esaltanti di ieri hanno ribilanciato le aspettative di una riduzione del ‘qe’ da parte della Fed, e questo ha ridato fiato ai tutti i bond, favorendo il buon esito dell‘asta”.

CHIARA MANENTI, Intesa Sanpaolo

”L‘asta di oggi ha beneficiato del mood positivo che si è instaturato sui mercati da ieri grazie alle parole di Mario Draghi che ha assicurato sul fatto che la politica espansiva continuerà e grazie anche all‘accordo raggiunto ieri dall‘Ecofin sulla ripartizione degli oneri dei fallimenti degli istituti di credito, una delle premesse per l‘unione bancaria.

In questo clima l‘asta è stata buona, con un bid-to-cover più alto dell‘ultima asta sui Btp decennali. Per il Btp a 5 anni invece il rapporto di copertura è stato inferiore ma in questo ha giocato il fatto che il titolo era ultimamente un po’ caro sul mercato e rende come un 5 anni spagnolo. Con queste aste il Tesoro ha soddisfatto il 60,4% dellle sue necessità di funding per quest‘anno: il 57% per i Bot e il 63% per i titoli a medio-lungo, Ctz copmpresi”.

(Gabriella Bruschi, Elvira Pollina, Giulio Piovaccari)

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