26 giugno 2013 / 08:50 / tra 4 anni

Assicurazioni, Ivass: RcAuto deve scendere, da migliorare sanzioni

ROMA (Reuters) - Gli elevati livelli delle tariffe RcAuto sono una “grave ingiustizia” e devono essere ridotti, il sistema delle sanzioni alle compagnie può essere reso più efficiace e la vigilanza prudenziale sulle imprese assicurative avrà maggiore attenzione alla governance e all‘organizzazione.

L'abitacolo di un'auto. REUTERS/Jacky Naegelen

Sono alcuni dei messaggi forti che Salvatore Rossi, presidente dell‘Ivass, ha lanciato oggi nelle sue considerazioni finali per la relazione annuale del nuovo organismo di vigilanza sul sistema delle imprese di assicurazioni italiane.

Le compagnie sono il principale investitore istituzionale del Paese con un portafoglio, a copertura delle riserve, investito per oltre il 60% in titoli pubblici.

“Può ancora crescere la presenza di attività private: al momento (fine 2012) le obbligazioni - in prevalenza bancarie - assorbono meno di un quarto del portafoglio”, osserva Rossi.

Ivass dice che verrà aumentato il ruolo delle ispezioni nell‘attività di vigilanza per un settore che nel 2012 “ha prodotto utili per quasi 6 miliardi” e ha una dotazione patrimoniale pari al doppio di quanto richiesto per il ramo vita e 2,8 volte nel ramo danno, su livelli simili a quelli pre-crisi.

Eppure, avverte Rossi, questi risultati “vanno preservati e consolidati, pur in presenza di importanti fattori di rischio”.

Per questo Ivass lo scorso marzo ha richiamato l‘attenzione delle compagnie “sulla necessaria prudenza nella distribuzione degli utili e nelle politiche di remunerazione di amministratori e dirigenti”.

INGIUSTIZIA GRAVE

A proposito dell‘amplissimo divario fra i livelli tariffari dell‘RcAuto prevalenti in Italia e in altri paesi europei, secondo il presidente di Ivass “il fenomeno, di vecchia data, sta assumendo una connotazione di ingiustizia grave nella fase di difficoltà in cui molte famiglie italiane versano”.

Occorrono, dice Rossi, soluzioni radicali e durature. “Le tariffe possono e debbono scendere” e di questo il presidente della Vigilanza sul settore parlerà anche all‘assemblea dell‘Ania il 2 luglio “dando conto anche di una iniziativa comune che intendiamo avviare con l‘Agcm [autorità antitrust]”.

MODIFICARE SISTEMA SANZIONI

Nel 2012 le sanzioni sono ammontate a oltre 50 milioni di euro ma il sistema può essere reso più efficiace in quanto ora colpisce le imprese e non - come per il sistema bancario - le persone fisiche, favorendo la possibilità di traslare sul consumatore questi oneri. Rossi auspica un eventuale intervento legislativo su questa materia, anche per prevedere “un dispositivo stragiudiziale di risoluzione delle controversie fra clienti e controparti professionali, in analogia all‘Arbitro Bancario Finanziario”.

SOLVENCY CON CORRETTIVI

Ivass ritiene che, alla luce di quanto ha insegnato la crisi globale, servano alcuni “correttivi” alle regole previste per Solvency II.

“In particolare, riteniamo che vadano smussati gli effetti indesiderati della volatilità di breve termine dei mercati”, dice Rossi.

“Una misura proposta recentemente dall‘EIOPA, il Volatility Balancer (ovvero una nuova misura disegnata per gestire le implicazioni inattese della volatilità), va in questa direzione, ma richiede ancora una messa a punto, soprattutto nella calibrazione”, aggiunge il presidente Ivass.

La direttiva Solvency II fissa i requisiti di capitale in base ai rischi di mercato, considerando la governance e sugli obblighi di trasparenza.

In Omnibus 2, la nuova direttiva europea che mira ad attenuare il rischio di effetti pro-ciclici di Solvency II, potranno essere incluse le misure specificamente individuate dall‘Eiopa, l‘Autorità europea di vigilanza sulle assicurazioni e i fondi pensione.

(Stefano Bernabei)

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