25 giugno 2013 / 07:14 / 4 anni fa

Btp chiudono in calo, pesano aste fine mese, spread a 310 pb

MILANO (Reuters) - Chiusura in flessione per i Btp, con vendite che si accentuano nel pomeriggio e lo spread sul Bund decennale che si porta in area 310 punti base.

Trader al lavoro alla Borsa di Francoforte, 21 giugno 2013. REUTERS/Ralph Orlowski

Dopo un tentativo di rimbalzo in apertura, il mercato obbligazionario italiano torna in negativo con le aste della mattinata, che hanno riscontrato una domanda solida ma, nel caso del Ctz, hanno visto un rialzo del rendimento di oltre un punto percentuale rispetto ad un mese fa.

“Il mercato continua ad avere la fragilità dei giorni scorsi, siamo tornati a testate i minimi di ieri e poi anche sotto” commenta il trader di una delle maggiori banche italiane. “Restano tutte le incertezze riguardo l‘evoluzione della politica monetaria”.

È dalla settimana scorsa, dalla conclusione dell‘ultimo meeting di politica monetaria della Fed, che il mercato obbligazionario europeo - a la periferia in particolare - sconta i timori di una riduzione progressiva della liquidità a disposizione.

“In questa fase di riposizionamento i cali tendono ad essere molto accentuati, ogni rimbalzo diventa un occasione per vedere” prosegue il trader. “È in gran parte un movimento di periferia, non c‘è granchè di specifico sull‘Italia al di là delle aste, che peraltro non sono di importo enorme questa volta”.

Archiviati stamane Ctz e Btpei, si passa domani al collocamento di 8 miliardi di euro di Bot a 6 mesi (su 8,875 in scadenza) e dopodomani al medio lungo con 4-5 miliardi di offerta complessiva sui due Btp a 5 e 10 anni.

RENDIMENTO VISTO A MASSIMI DA FEBBRAIO IN ASTA BOT

Sul mercato grigio di Mts il nuovo Bot in asta domani (scadenza dicembre 2013) tratta al rendimento dell‘1,06-1,07% contro lo 0,538% di fine maggio, segnando un rialzo teorico ai massimi da febbraio.

In una nota di previsione Unicredit parla stima un ‘fair value’ per il rendimento del nuovo Bot a 6 mesi attorno all‘1,05%, ma, aggiunge, considerando che le scadenza a ridosso della fine dell‘anno trattano leggermente a premio sulla curva, il titolo potrebbe uscire un po’ meno a buon mercato.

“Il costo di finanziamento salirà probabilmente di 45-50 punti base rispetto all‘asta dell‘ultimo mese, pur rimanendo in termini assoluti ancora relativamente basso” spiega Unicredit, ricordando che il tasso medio da inizio anno pagato dal Tesoro sui Bot è dello 0,85%.

Dopo aver bucato ieri la soglia dei 300 punti base, lo spread di rendimento tra Btp e Bund a 10 anni ha rotto nella seduta odierna la soglia dei 310, toccando un massimo dallo scorso 12 aprile a 311 pb (a 307 pb la chiusura dai 300 di ieri), in un contesto di volumi “abbastanza consistenti”.

Parallelamente il rendimento sul dieci anni italiano ha toccato un picco intraday del 4,90%, massimo dalla fine di febbraio. In una settimana, dal meeting Fed, il tasso decennale italiano è risalito di oltre 60 centesimi.

Il responsabile del debito pubblico italiano Maria Cannata ha affermato oggi da Londra che la recente risalita dei rendimenti dei titoli di Stato non compromette la sostenibilità del debito pubblico del paese. La dirigente del Tesoro ha anche detto di essere più proccupata del livello dello spread che non di quello asooluto del rendimento.

DOMANDA SOLIDA PER CTZ MA RENDIMENTO SALE DI OLTRE 1%

Positiva è stata comunque la valutazione data dagli operatori alle aste di questa mattina, specie di quella di Ctz.

Il nuovo Ctz giugno 2015 è stato assegnato per l‘importo massimo previsto di 3,5 miliardi, al tasso più elevato dallo scorso settembre: 2,403% dall‘1,113% di maggio, quando in asta c‘era il ‘vecchio’ Ctz dicembre 2014 (con un vita residua di 19 mesi contro i 24 del Ctz in asta oggi).

A fine seduta, sul mercato grigio di Tradeweb (il titolo ha regolamento in data venerdì 28) il nuovo Ctz tratta al rendimento del 2,63% mentre il Ctz dicembre 2014, su secondario, al 2,11%: una differenza di circa 50 centesimi che secondo gli operatori può essere interpretata come a componente del rialzo del tasso attribuibile allo sfasamento di durata dei Ctz in asta: 24 mesi oggi contro i 19 mesi di maggio.

Il bid-to-cover si è attestato a 1,48, appena inferiore all‘1,57 dell‘asta di maggio, quando peraltro il Tesoro collocò un miliardo in meno di Ctz.

L‘importo massimo è stato collocato, oltre che sul Ctz, anche sui due indicizzati in asta stamattina: i Btpei settembre 2018 e settembre 2026 sono stati assegnati per la cifra complessiva di un miliardo di euro.

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