June 21, 2013 / 2:52 PM / 5 years ago

Eni-Gazprom, accordo per ridurre 7% prezzo gas russo in 2013

MILANO (Reuters) - Eni e Gazprom hanno raggiunto un accordo per ridurre intorno al 7% il prezzo del gas che la major italiana importa dalla Russia per il 2013, mentre si sono impegnate a completare nell’anno le trattative su prezzi e volumi per il 2014 e per gli anni successivi.

La sede di Eni a Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi

E’ questo l’esito dell’incontro svoltosi oggi tra l’AD Gazprom, Alexey Miller, e il numero uno di Eni, Paolo Scaroni a San Pietroburgo, a margine del Forum Economico internazionale che ha visto riuniti i principali esponenti delle società petrolifere mondiali.

Quanto al gasdotto South Stream, che porterà il gas russo in Europa via Balcani ,l’avvio è confermato entro il 2015.

Un accordo definito da SocGen in una nota “come solo un primo passo, temporaneo e non una soluzione a lungo termine sulla questione dei contratti di importazioni di gas con i Paesi produttori”. L’accordo segue quello recentemente siglato sempre da Eni con l’algerina Sonatrach per ridurre i volumi dei contratti a lungo termine take or pay dall’Algeria per il 2013-2014.

La banca d’affari, che valuta Eni come “least preferred stock” del settore, ipotizza lo sconto per Eni nel 2013 intorno ai 315 milioni di euro su una base di esportazioni di gas russo pari a 15 miliardi di metri cubi.

Intorno alle 16,00 Eni cede lo 0,26% in Borsa a fronte dello stoxx settoriale europeo in flessione dello 0,6%.

Sempre nella città russa, Scaroni ha incontrato anche il presidente e AD di Sonatrach Abdelhamid Zerguine per discutere delle attività di Eni in Algeria. Una nota Eni dice che “durante l’incontro, che si è svolto in un clima di cordialità, Scaroni ha aggiornato Abdelhamid Zerguine sul progresso dei progetti in corso, strategici sia per Eni sia per Sonatrach”.

In Algeria è presente anche la controllata di Eni, Saipem, che venerdì scorso ha annunciato il secondo allarme profitti in meno di sei mesi, questa volta causato in parte anche dal deterioramento dei rapporti in Algeria proprio con la Sonatrach. La società è sotto inchiesta della Procura di Milano e di quella algerina in relazione a presunti reati di corruzione commessi entro marzo 2010 e relativi ad alcuni contratti stipulati in Algeria.

Due giorni fa il numero uno dell’Eni ha tenuto a precisare che con l’Algeria le relazioni sono solide e non influenzate dai problemi di Saipem.

Sul progetto South Stream, invece, nessuna novità: le parti hanno confermato l’obiettivo di avvio della costruzione del gasdotto entro il secondo trimestre del 2014 e l’avvio del primo gas entro il 2015. Eni detiene il 20% del consorzio che realizzerà la parte sottomarina dell’infrastruttura che attraverserà il mar Nero per approdare in Europa. Il 50% è detenuto da Gazprom, mentre Edf e Wintershall hanno il 15% ciascuno.

Un progetto che, tuttavia, la Ue continua a non vedere come una priorità, mentre punta a sviluppare il corridoio Sud (Nabucco o Tap) e nuove fonti di approvvigionamento dall’Azerbajan. In tal senso si è più volte espresso il commissario Ue all’Energia, Gunther Oettinger.

(Giancarlo Navach)

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