21 giugno 2013 / 13:50 / tra 4 anni

Euro in calo negli Usa, brilla dollaro grazie a Fed

NEW YORK (Reuters) - L‘euro si porta in territorio negativo contro il dollaro in apertura delle contrattazioni statunitensi sotto 1,32 e allontandosi dal picco di quattro mesi toccato mercoledì scorso a 1,3418 dollari.

Al contrario il dollaro, dopo qualche presa di benefico nella seduta precedente, è tornato a salire e si prepara a chiudere la settimana più forte dell‘ultimo anno sulla base delle aspettative di una progressiva riduzione degli stimoli monetari da parte della Fed.

Contro il paniere delle principali valute il dollaro poco dopo le 15 italiane è 82,142, in rialzo di 0,28% a un nuovo massimo di due settimane dopo quello toccato ieri, accumulando in settimana un rialzo di oltre l‘1,3%.

La moneta unica potrebbe invece scendere ancora poichè i differenziali dei tassi di interesse si stanno muvendo a favore del dollaro. In più, a creare pressioni sull‘euro, ci sono anche le perdite sui mercati obbligazionari del sud dell‘Europa.

Il differenziale di interesse tra titoli di stato decennali Usa e quelli tedeschi ieri è salito al livello più alto dalla fine di aprile 2010 in favore del primo e ciò viene visto da alcuni dealer come un incentivo per gli investitori per iniziare a scommettere contro l‘euro.

Quando il differenziale Usa-Germania si era portato a quei livelli tra anni fa, l‘euro iniziò a scendre da 1,34 dollari fin sotto 1,20 dollari.

“Fra le valute del G10, vediamo il dollaro come la più appetibile” dice Yujiro Goto, FX strategist di Nomura. “La domanda da parte degli investitori giapponesi per i Treasuries crescerà e noi ci aspettiamo che l‘economia degli Stati Uniti inizi a crescere. La Fed potrebbe allora iniziare a ridurre (le misure di stimolo) in settembre e questo è molto incoraggiante per il dollaro/yen.”

Più in generale c‘è il timore che tassi di interesse più alti negli Stati Uniti possano provocare una migrazione dei mercati emergenti. Se questa tendenza si intensificasse, potrebbero trarne beneficio le valute tradizionalmente considerate come rifugio sicuro come lo yen e il franco svizzero, dicono gli operatori del mercato.

“E’ ormai chiaro che la Fed si sta dirigendo verso l‘uscita del piano di stimolo. L‘era della ‘Bernanke put’ è finita. Coloro che stanno facendo carry trade col dollaro e acquistano asset sui mercati emergenti devono chiudere le loro posizioni”, ha detto Mitsuru Saito, capo economista a Tokai Tokyo Securities.

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