June 20, 2013 / 7:34 AM / 5 years ago

Borsa Milano, seduta nera con Europa, forti vendite banche, crolla Bper

MILANO (Reuters) - Giornata nera a Piazza Affari che soffre delle forti vendite su tutti i listini azionari globali affossati dalle prospettive di un cambiamento di politica monetaria della Fed Usa.

Due trader a lavoro durante una seduta di borsa. REUTERS/Olivia Harris

In maggiore difficoltà le banche penalizzate dell’allargamento dello spread, ma la lettera colpisce tutti i titoli del listino milanese con Fiat, Telecom e Saipem tra i più penalizzati.

Iera sera il numero uno della Fed, Ben Bernanke, ha spiegato che l’economia americana sta crescendo abbastanza da permettere alla banca centrale di rallentare gli acquisti di bond già alla fine di quest’anno.

Ad appesantire ulteriormente il sentiment sono stati anche i segnali di rallentamento dell’espansione economica della Cina dopo i dati sull’attività manifatturiera scesa a giugno ai minimi da nove mesi.

“Oggi hanno predominato le notizie sulle parole di Bernanke e i sui dati della Cina che hanno scatenato vendite generalizzate di tutti i titoli spazzando via qualunque strategia di stock picking”, dice un’operatrice.

“Anche i comparti che da qualche tempo erano i favoriti da una rotazione settoriale tra cui lusso, consumer e auto, oggi vengono massacrati. Le utility e i telefonici non fanno alcuna difesa, non c’è niente che veramente sia riuscito a tenere”, aggiunge.

Un altro trader sottoline che i movimenti sono amplificati dal fatto che domani ci sono le scadenze tecniche trimestrali.

L’indice FTSE Mib chiude poco sopra i minimi di seduta con calo del 3,09% e l’Allshare del 2,96%. Volumi pari a 2,8 miliardi di euro.

Il benchmark europeo FTSEurofirst 300 perde il 2,88%.

* In calo tutti i principali titoli bancari, in linea con le vendite sul settore a livello europeo (-3,66%).

In questo contesto crolla POP EMILIA ROMAGNA che lascia sul terreno l’8,07% con volumi intensi sulla scia delle indiscrezioni stampa su un secondo giro di ispezione di Banca d’Italia sulla qualità del credito e in particolare sul portafoglio dei crediti ‘in bonis’.

Secondo il quotidiano MF se il contesto di mercato si deteriorasse e se la Vigilanza dovesse alzare i livelli di copertura l’istituto potrebbe necessitare anche di un aumento di capitale, ipotesi però smentita da una fonte delle banca.

Secondo un trader “l’idea di esami più estesi da parte della Banca d’Italia sul sistema bancario potrebbe fare emergere nuovi problemi di capitalizzazione, soprattutto per le popolari”.

POP MILANO chiude con un calo del 5,46%, seguita da INTESA SANPAOLO (-4,6%), UNICREDIT (-4,09%), MPS (-3,75%) e UBI (-3,58%)

* Dopo aver tentato un mini rimbalzo ieri, SAIPEM (-5,18%) continua la discesa iniziata dopo il profit warning.

* Forte correzione per FIAT, in calo del 4,78% in linea alle perdite del settore auto in Europa, e TELECOM ITALIA che cede il 4,59% dopo che oggi Citigroup ha tagliato il target price a 0,55 euro mantenengo il rating “neutral”.

* Debolezza accentuata anche sul settore del lusso, con FERRAGAMO che perde il 3,9% e TOD’S il 2,3%

* Tiene EXOR, unico titolo del listino principale in terreno positivo (+0,25%) mentre FINMECCANICA e PARMALAT limitano i cali attorno a mezzo punto percentuale.

* Fuori dal paniere principale RCS perde l’11,1% mentre i diritti relativi all’aumento di capitale crollano del 52,3% registrando volumi significativi dopo gli scambi rarefatti delle scorse sedute dovuti alle continue sospensioni

* Il ritorno in bonis di CAPE LIVE non è premiato dal mercato: il titolo cede oltre il 10%.

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