19 giugno 2013 / 10:00 / tra 4 anni

Crisi riduce anche rifiuti, tornati a valori di 10 anni fa

ROMA (Reuters) - La crisi economica incide anche sulla produzione di rifiuti in Italia, che in un biennio è calata di circa 2,5 milioni di tonnellate, attestandosi al di sotto dei 30 milioni, cioè il valore registrato nel 2002-2003.

Rifiuti, un militare guida una ruspa piena di sacchetti d'immondizia durante la crisi del 2010-2011 a Napoli. REUTERS/Ciro De Luca

Lo dice il Rapporto annuale sui rifiuti urbani dell‘Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), presentato oggi a Roma.

“Cala di quasi 1,1 milioni di tonnellate, per via della crisi, la produzione nazionale dei rifiuti urbani che, tra il 2010 e il 2011, segna un -3,4%; una diminuzione che prosegue anche nel 2012 riducendosi ulteriormente, nel biennio, di 2,5 milioni di tonnellate (- 7,7%)”, dice una nota dell‘Ispra.

Nel 2012 ogni abitante ha prodotto in media 504 kg di rifiuti, 32 kg in meno rispetto al 2010. In testa alla classifica c‘è l‘Emilia-Romagna, con 637 kg per abitante, che comunque raccoglie in modo differenziato il 50,7% dei rifiuti.

Il 39% dei rifiuti prodotti nel 2012 - pari a 12 milioni di tonnellate - è finito in discarica. Nel 2011 invece sono state esportate oltre 311.000 tonnellate di rifiuti (per il 99,7% non pericolosi) all‘estero, mentre ne sono state importate oltre 261.000 tonnellate (per il 40% rifiuti pericolosi, provenienti soprattutto dalla Francia).

Nel 2012 sono stati inceneriti rifiuti per 5 milioni e mezzo di tonnellate (di cui 3,5 milioni in impianti dotati di sistemi di recupero energetico, per un totale di 2,4 milioni di Mwh), con una riduzione del 3,8% rispetto al 2011.

Se diminuiscono i rifiuti da raccogliere, aumenta comunque il costo del servizio di igiene urbana: nel 2011 è aumentato del 4,6% rispetto al 2010, per una media nazionale pro capite di 157,04 euro (157 euro nel Sud Italia).

La raccolta differenziata dei rifiuti aumenta ma resta comunque ancora sotto il 50% a livello nazionale. Nel 2011 era il 37,7%, l‘anno scorso il 39,9%, con punte che vanno dal 62,6% del Veneto a meno del 15% in Sicilia e Calabria.

Uno studio specifico sulla relazione tra i costi di gestione dei rifiuti e le varie forme di trattamento a cui vengono sottoposte, che ha coinvolto 328 comuni, dimostra, secondo l‘Ispra che “in tutte le classi di popolazione analizzate all‘aumentare della percentuale di raccolta differenziata, alla quale è legata una diminuzione importante della quantità di rifiuti pro capite smaltiti in discarica, diminuisce significativamente il costo totale pro capite annuo”.

Massimiliano Di Giorgio Sul sito it.reuters.com le notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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