12 giugno 2013 / 07:29 / 4 anni fa

Borsa Milano, maglia nera in Europa, pesano le banche, fervore su utility

MILANO (Reuters) - Piazza Affari, fanalino di coda in Europa, penalizzata dal forte ribasso dei titoli bancari.

La sede di Borsa Italiana a Milano in una foto del marzo scorso. REUTERS/Alessandro Garofalo

L‘indice FTSE Mib lascia sul terreno l‘1,61% a 16.024 punti, mentre l‘Allshare arretra dell‘1,47%. Per contro l‘indice europeo FTSEurofirst perde lo 0,29%. Dopo Milano, oggi, la peggiore è Francoforte che perde poco meno dell‘1%.

“Il mercato italiano ha un indice di volatilità più elevato rispetto agli altri, pertanto quando si sale sale di più e quando le borse scendono noi scendiamo di più”, sintetizza un trader. L‘indice ha comunque tenuto quota 16.000 punti, supporto psicologico importante, la cui rottura potrebbe aprire nuovi spazi al ribasso.

La lettera è si abbattuta su quasi tutto il listino milanese, ma ha colpito in particolare le banche, più sensibili al tema della crisi economica e allo spread fra i rendimenti dei titoli di stato italiani e tedeschi. A livello europeo lo stoxx settoriale cede l‘1% circa. POP MILANO, fra le peggiori con un calo del 4,74%. Un trader cita lo stallo sulla riforma della governance. Ieri l‘istituto, pur ribadendo l‘intenzione di cambiarla, ha detto che non è ancora stata decisa alcuna modifica.

BANCO POPOLARE perde il 3,76%. Male anche le big INTESA SP e UNICREDIT in calo rispettivamente del 2,34% e del 2,54%.

Sul fronte opposto, positiva AUTOGRILL (+1,4%), con un trader che cita i dati sul traffico negli aeroporti a Londra e in Spagna.

Mediaset sale dell‘1,37%, maglia rosa del listino.

Ancora vendite su FIAT, che cede il 3,71%, complice anche l‘andamento negativo del settore a livello europeo (-2%) e il taglio del rating a ‘neutral’ da parte di Ubs, con target price a 6 euro. Il broker nota che, a seguito del recente rally, il titolo ora ha un prezzo più equilibrato, ma sottolinea la mancanza di visibilità sull‘impegno che sarà chiesto agli azionisti per creare una struttura patrimoniale sostenibile per il gruppo.

In gran spolvero le utility: IREN sale del 4,2%, A2A (+0,87%), ACEA (+1,94%) e HERA, in lieve calo sul finale. A premiare questi titoli il ritorno dell‘ipotesi della grande utility del Nord dopo che il centrosinistra ha riconquistato i comuni di Roma e Brescia, due importanti azionisti di Acea e A2A.

Debole TELECOM ITALIA (-1%), in sintonia con lo stoxx di settore europeo. Alcuni broker segnalano il fatto che il governo argentino ha chiesto all‘ufficio per le telecomunicazioni di elaborare un nuovo regolamento per la qualità dei servizi di tlc nel paese.

Infine, fra i minori strappa RCS, in crescita del 13,92% in recupero dopo diverse sedute negative. (Giancarlo Navach)

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