4 giugno 2013 / 17:59 / tra 5 anni

Pubblica Amministrazione, incontro D'Alia-sindacati, resta nodo blocco contratti

ROMA (Reuters) - I sindacati oggi sono tornati a chiedere lo sblocco dei contratti nel settore pubblico nel corso di un incontro con il ministro Gianpiero D‘Alia, incassando però solo l‘avvio di un confronto e la prossima apertura di un tavolo sul precariato.

Al termine della riunione coi sindacati, il ministro per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione ha parlato coi giornalisti di un “incontro positivo”, segnato dall‘avvio di un percorso che consenta di avere “amministrazioni pubbliche più efficienti, più trasparenti, con personale più motivato”.

Ma per le organizzazioni sindacali il nodo principale resta quello della proroga del blocco dei contratti pubblici al 2014, annunciata la settimana scorsa da D‘Alia con l‘auspicio che lo sblocco possa realizzarsi nel 2015.

“Restiamo contrari al blocco al 2014. Il governo sostiene che le risorse non ci sono: insisteremo sia presso il ministero della Funzione pubblica sia presso Palazzo Chigi”, ha spiegato Nicola Nicolosi della Cgil, illustrando la posizione dei sindacati confederali.

“Quattro anni di blocco della contrattazione - si legge in un comunicato congiunto - hanno determinato una pesante perdita del potere di acquisto delle retribuzioni e la totale negazione delle regole sindacali e della contrattazione di secondo livello. E’ necessario far ripartire la stagione contrattuale dando anche risposte economiche al lavoro pubblico”.

I sindacati chiedono anche una soluzione al problema dei precari nella Pa: 150.000 persone - 300.000 se si considera anche la scuola - i cui contratti scadono il prossimo 31 dicembre.

“Apriremo un tavolo tecnico sui precari [...] Ci confronteremo: ci sono forme diverse di precariato, e bisogna vedere per ciascuna di esse che soluzione trovare”, ha spiegato D‘Alia.

Riguardo, poi, al tema dell‘ammodernamento della Pa, Nicolosi spiega che “non si possono fare le riforme passando sulla testa delle persone che poi le devono applicare. Siamo disponibili, ma pronti anche a dare le nostre risposte nel caso in cui le risposte non venissero fuori”.

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