June 4, 2013 / 4:08 PM / 6 years ago

Indesit ha annunciato a sindacati 1.425 esuberi

MILANO (Reuters) - Indesit ha annunciato ai sindacati 1.425 esuberi.

E’ quanto si legge in una nota della segretaria nazionale della Fim Cisl Anna Trovò in vista dell’incontro odierno tra le organizzazioni sindacali e i vertici aziendali.

“Al CAI, Indesit ha annunciato di avere una sofferenza produttiva e finanziaria con un calo di vendite da cui ne consegue un pesante piano di riorganizzazione che prevede oltre che investimenti in Italia per circa 70 milioni di euro (nelle tre aree produttive di Fabriano comunanza, Ascoli e Caserta) e allocazioni alternative negli stabilimenti italiani e in quelli all’estero vicini ai mercati di sbocco in crescita, la dichiarazione di 1.425 esuberi”, si legge nella nota.

“Una enormità”, osserva Trovò “se pensiamo che complessivamente il gruppo conta in Italia circa 4.300 dipendenti. Questo significa, sottolinea la segretaria Fim, “un forte ridimensionamento della presenza in Italia del gruppo e quindi un ridimensionamento della produzione complessiva dell’elettrodomestico in Italia. Il rischio serio è che un pezzo importante dell’industria manifatturiera italiana e del ‘made in Italy’ lasci definitivamente il paese”.

Per questo, secondo Trovò, il problema Indesit va affrontato all’interno di una strategia nazionale di rilancio e sostegno della produzione di elettrodomestici in Italia. “Dall’incontro odierno ci aspettiamo un confronto serio sui piani industriali e sulle scelte strategiche che ridia prospettive agli stabilimenti e alle produzioni italiane del gruppo”, aggiunge.

Oggi in una nota Indesit ha annunciato di aver presentato ai sindacati il piano di salvaguardia e razionalizzazione dell’assetto della società in Italia che prevede, tra le altre cose, investimenti per 70 milioni nel triennio 2014-16.

Il piano - informa una nota - ribadisce la “centralità strategica” dell’Italia e prevede l’efficientamento delle strutture di governo e il consolidamento del ruolo del paese come “motore strategico sul fronte delle competenze e della ricerca e sviluppo”.

Secondo il gruppo di Fabriano sono coinvolte nella riorganizzazione dell’assetto italiano oltre 1.400 persone, su un totale di 4.300, tra dirigenti (25), impiegati delle sedi centrali (150) e operai e impiegati di fabrica (1.250). “Il dialogo con le parti sociali è finalizzato all’individuazione di ogni soluzione possibile e sostenibile a sostegno dell’occupazione dei dipendenti coinvolti, attraverso un adeguato utilizzo degli ammortizzatori sociali”, dice la nota.

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