May 31, 2013 / 4:44 PM / 5 years ago

Banche guardano a capitale Bankitalia per rafforzarsi

di Giselda Vagnoni

ROMA (Reuters) - Gli istituti di credito italiani, colpiti dalla crisi del debito sovrano prima e dalla recessione dopo, tornano a chiedere di aggiornare i valori delle loro quote nel capitale della Banca d’Italia per poter rafforzare la loro posizione patrimoniale e allentare le condizioni di credito.

Lo fanno in occasione dell’assemblea annuale di Bankitalia e a un mese dall’arrivo al ministero dell’Economia dell’ex direttore generale di palazzo Koch Fabrizio Saccomanni, profondo conoscitore della materia e visto come un possibile alleato.

L’appello questa volta arriva per voce del presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, intervenuto nella cerimonia di via Nazionale come primo azionista.

“La significatività dei bilanci bancari potrebbe essere migliorata da un adeguamento del valore delle quote di capitale di Banca d’Italia”, ha detto Gros Pietro.

Nel bilancio della Banca d’Italia il valore del capitale è indicato in appena 156.000 euro.

Tra i grandi soci di via Nazionale, ci sono le principali banche italiane, come Intesa SP, Unicredit, Montepaschi e Carige. Grandi soci non bancari sono Generali e Inps.

La Carige contabilizza nel bilancio 2012 la sua partecipazione del 4,03% in Bankitalia a 892,2 milioni, valutando l’intero capitale a oltre 22 miliardi di euro.

Da tempo l’Abi sollecita il superamento della legge sul risparmio del 2005 e l’abolizione della norma, mai attuata, che prevede la rinazionalizzazione delle quote dell’istituto.

CONGIUNZIONE FAVOREVOLE

Anche nelle linee guida del neo presidente Abi Antonio Patuelli per il 2012-14 approvate all’unanimità il 20 febbraio scorso, tra le priorità del capitolo “Relazioni istituzionali e regole” c’è quella delle quote detenute nel capitale di Banca d’Italia.

Il momento giusto potrebbe essere arrivato.

“Si è formata una congiunzione molto favorevole”, osserva a margine dell’assemblea di Bankitalia una persona che ha seguito questo dossier da vicino e che preferisce non essere citata.

Si riferisce al passaggio di Saccomanni in via XX Settembre dopo quello dell’ex governatore Mario Draghi a Francoforte alla guida della Banca centrale europea.

Uno dei nodi principali è il valore da attribuire alle quote detenute nel capitale della Banca d’Italia: le stime vanno da alcune centinaia di milioni ad alcune decine di miliardi.

“E’ una questione più da avvocati che da economisti”, aggiunge la fonte che vuole restare anonima.

E gli esperti di Bankitalia e delle singole banche si stanno già occupando della questione.

Secondo fonti bancarie il tema “in effetti è tra quelli in discussione ed è trattato ad alti livelli negli incontri istituzionali”.

Dice un’altra fonte bancaria: “Oltre alla congiunzione favorevole c’è anche una motivazione economica. Sarebbe una misura che non ha necessità di copertura e comporta un maggior gettito per lo Stato di 1-1,5 miliardi”.

C’è da superare però quello che viene identificato come il “tabù politico”, ossia promuovere una misura a favore del non tanto popolare mondo bancario-finanziario accusato della crisi finanziaria che ha attanagliato l’area dell’euro.

Per questo si spera nelle capacità di dialogo di Saccomanni.

- hanno collaborato Luca Trogni, Stefano Bernabei, Alberto Sisto

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below