May 23, 2013 / 7:23 AM / 5 years ago

Btp pesanti con periferia su timori riduzione stimolo Fed, dati Cina

MILANO (Reuters) - Mattinata pesante per il mercato obbligazionario italiano che sconta, come tutti gli asset rischiosi, i timori di una riduzione del programma di stimolo della banca centrale americana.

Operatori a lavoro durante una seduta. REUTERS/Brendan McDermid

Parlando di fronte al Congresso, il governatore della Federal Reserve Ben Bernanke ha ventilato la possibilità di ridurre l’importo degli acquisti di asset, attualmente pari a 85 miliardi di dollari al mese, nei prossimi mesi, se dovessero manifestarsi ulteriori segnali di miglioramento dell’economia Usa.

A ridurre l’appetito verso i periferici europei, ultimamente sostenuti dalla caccia al rendimento innescata dall’orientamento ultraespansivo delle principali banche centrali mondiali, anche la deludente lettura del Pmi manifatturiero cinese elaborato da Hsbc, risultato a maggio in contrazione per la prima volta in sette mesi.

Un dato che ha depresso l’azionario asiatico, facendo precipitare il Nikkei di oltre 7 punti percentuali, e sta spingendo al ribasso le borse europee.

“Stamattina c’è un clima da ‘risk-off’, in scia alle parole di Bernanke e alle notizie dalla Cina, ma di fondo vedo la periferia europea ancora ben supportata”, dice un dealer di una banca italiana specialista.

Poco dopo le 12,00 il tasso del decennale italiano sale a 4,004% da 3,915% della chiusura, riportandosi sopra la soglia del 4% per la prima volta dopo una settimana. Il differenziale con l’analoga scadenza del Bund si allarga a 263 punti base dai 254 del finale di seduta di ieri.

A determinare una certa pressione sulla periferia europea anche l’offerta del Tesoro spagnolo, che stamane ha collocato in asta oltre 4 miliardi di titoli a tre, cinque e tredici anni, registrando tassi in rialzo per la prima volta in quattro mesi.

“Certamente l’asta spagnola ha contribuito ad appesantire la mattinata. Guardando ai risultati, non si può certo dire sia stata brillante, ma visto il clima poteva andare molto peggio”, prosegue l’operatore.

D’altra parte, i prezzi dei governativi dell’area euro, Btp compresi, restano sostenuti dalle aspettative di un ulteriore allentamento della politica monetaria da parte della Banca centrale europea a fronte della persistente debolezza dell’economia della zona euro.

Un debolezza confermata dai Pmi preliminari di maggio, che sembrano preludere a una prosecuzione della recessione nel secondo trimestre, sebbene a un ritmo meno marcato.

Per quanto riguarda specificatamente l’economia italiana, che sta vivendo il secondo anno all’insegna della recessione, stamane il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha paventato il rischio di una perdurante stagnazione, in assenza di riforme che contribuiscano a rendere il mercato del lavoro più flessibile e il fisco meno punitivo.

“Senza interventi decisi e concreti, la crescita del Paese non supererà per molto tempo lo 0,5% annuo, del tutto insufficiente a creare lavoro e a risollevare i destini di tantissime imprese”, ha detto Squinzi, dal palco dell’assemblea degli industriali.

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