22 maggio 2013 / 13:43 / tra 5 anni

Telecom Italia, Zanonato: impegno su posti lavoro, sicurezza rete

ROMA (Reuters) - L‘esecutivo intende garantire i posti di lavoro di Telecom Italia e la sicurezza della rete di telecomunicazioni nell‘ambito delle trattative in corso per l‘integrazione del gruppo italiano con la cinese Hutchison Whampoa e l‘ipotesi di scorporo della rete fissa dall‘ex monopolista.

Telecom Italia, Zanonato: impegno su posti lavoro, sicurezza rete. REUTERS

Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato in Parlamento dopo che lunedì sera il presidente di Telecom Italia Franco Bernabè ha discusso dell‘operazione con il capo del governo Enrico Letta.

“Il governo assicura il massimo impegno per porsi come costante e attento riferimento per tutti gli operatori economici coinvolti a garanzia sia degli attuali livelli occupazionali oggi assicurati da Telecom Italia sia a tutela della sicurezza della rete e dello sviluppo tecnologico del Paese”, ha risposto il ministro all‘interrogazione del deputato 5 stelle Paolo Nicolò Romano.

Zanonato ha anche ricordato che la rete di tlc è “un asset strategico” per il sistema Paese, che Telecom è “una azienda privata” e che la Cassa depositi e prestiti, che potrebbe rilevare una quota della nuova società in cui confluirebbe la rete, è autorizzata a fare solo “investimenti profittevoli”.

“In questi termini il tema della separazione della rete di accesso di Telecom Italia costituisce un argomento estremamente delicato”, ha aggiunto.

Alcune fonti hanno detto ieri a Reuters che, per consentire l‘ingresso di Hutchison, Telecom potrebbe aver bisogno di dividersi in tre società e che il consiglio di amministrazione di domani potrebbe decidere la societarizzazione della rete, ma anche un rinvio data la complessità dell‘operazione. [ID:nL6N0E23HO]

Le fonti aggiungevano che il riassetto potrebbe richiedere tempi lunghi, anche oltre il mandato dell‘attuale presidente Bernabè.

Telecom in una mail a Reuters, non diffusa su Nis, ha scritto che l‘ipotesi “spezzatino” è “destituita di fondamento”.

STATO PUO’ INTERVENIRE A TUTELA INTERESSI ESSENZIALI

Secondo il grillino Romano lo scorporo della rete Telecom “non convince i sindacati e molti analisti indipendenti, perché non risolverebbe il problema del debito” del colosso tlc “e per le pesanti ricadute sul piano occupazionale”.

Nell‘interrogazione il M5s osserva che Telecom ha “un indebitamento finanziario netto di quasi 29 miliardi di euro” e che “il problema dei conti è talmente grave che è in atto una politica di contenimento dei costi che sta incidendo notevolmente sui livelli occupazionali e sugli investimenti, con tagli già previsti, nel piano industriale del triennio 2013-2015, di 1,3 miliardi di euro e la messa in mobilità di 2.750 lavoratori tra il 2013 e il 2014”.

Zanonato ha ricordato che la possibilità per lo Stato di intervenire con poteri speciali nei settori considerati strategici, la cosiddetta golden share, è stata oggetto di una procedura di infrazione europea e che non è stato ancora varato il decreto del presidente della Repubblica che deve individuare le attività di rilevanza strategica.

Tuttavia, ha sottolineato Zanonato, “resta fermo, in attesa di tale regolamentazione, il potere dello Stato di intervenire a tutela degli interessi essenziali per la sicurezza e lo sviluppo infrastruturale del Paese”.

Telecom Italia è soggetta a una serie di obblighi regolamentari stabiliti dall‘Autorità di garanzia per le comunicazioni “in fase di revisione”, ha ricordato ancora il ministro e ha l‘obbligo di informare l‘autorità “nel caso in cui intenda trasferire i beni relativi alla rete di accesso o una parte significativa di essi a un soggetto giuridico separato sotto controllo di terzi ovvero istituire una entità commerciale separata per fornire a tutti gli operatori al dettaglio prodotti di accesso pienamente equivalenti”.

(Giselda Vagnoni)

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