21 maggio 2013 / 15:08 / 4 anni fa

Letta: Italia cerca da Ue spazi per ridurre tasse su lavoro

ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Enrico Letta si attende dal Consiglio europeo di giugno maggiori spazi di azione nel bilancio per ridurre le tasse sul lavoro e rilanciare l‘occupazione.

Il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero. REUTERS/Alessandro Bianchi

“Bisogna riconoscere uno spazio di azione nelle finanze pubbliche nazionali perché gli Stati membri possano investire risorse adeguate nelle politiche attive sul lavoro, nella riduzione delle tasse sul lavoro e nella creazione di maggiori posti per i giovani”, ha detto Letta nel corso di un‘audizione in Senato in vista del Consiglio Ue straordinario di domani a Bruxelles, che sarà seguito dal tradizionale summit di giugno.

Il vertice del 27 e 28 giugno deve produrre “misure concrete, facili da spiegare e immediate da verificare, che facciano la differenza subito, nel breve periodo”, ha affermato il premier annunciando che prima della riunione invierà una lettera su questo tema al presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy.

Oltre a maggiori spazi nei bilanci per favorire l‘occupazione, ha detto Letta, “serve identificare strumenti per l‘attuazione della youth garantee per i giovani degli Stati membri” e, per questo, “si deve puntare a una messa in opera rapida della nuova inziativa per l‘occupazione giovanile e aumentarne in futuro la dotazione finanziaria”.

L‘Italia intende combattere con tutte le armi possibili “il dramma” della disoccupazione giovanile che ha toccato il 38,4% dei giovani sotto i 25 anni ma all‘interno delle regole europee. Del tema Letta ha parlato ieri al telefobno con il presidente Usa Barack Obama che ha chiesto delucidazioni sulle strade che l‘Europa intende perseguire per lottare contro la disoccupazione.

“Abbiamo chiarito ai nostri interlocutori il nostro chiarissimo impegno a rispettare la disciplina delle finanze pubbliche, ribadito la volontà di ottenere la chiusura della procedura per gli sbalzi eccessivi avviata nel 2009”, ha spiegato il premier per rassicurare i partner Ue.

ITALIA FEDELE A VINCOLI BILANCIO MA CHIEDE FLESSIBILITA’

Una volta uscita dalla procedura per deficit eccessivo a fine maggio l‘Italia, sempre restando sotto il 3%, potrà avere margini per investimenti produttivi. Il governo ha in animo di chiedere che tra questi vi siano anche gli interventi a favore dell‘occupazione, ma la discussione è aperta e Bruxelles lavora ancora su una precisa definizione di investimenti produttivi.

“Si può pensare ad alcuni settori piuttosto che altri, in particolare proprio per il lavoro giovanile. Se un investimento pubblico è produttivo sovente crea anche posti di lavoro”, ha spiegato in un briefing a Bruxelles il ministro Per gli Affari europei, Enzo Moavero.

Mostra cautela il ministro del Welfare, Enrico Giovannini, escludendo che i nuovi margini sul bilancio di cui l‘Italia potrà avvalersi, una volta uscita dalla procedura per deficit eccessivo, possano andare a ridurre le tasse sul lavoro.

“Non c‘è dubbio” che occorra una copertura certa per ridurre il cuneo fiscale, spiega il ministro escludendo qualsiasi ipotesi di riduzione del cuneo fiscale a deficit.

Quel che il governo può fare nell‘immediato, prosegue Giovannini, è sfruttare “il corridoio tra lo zero strutturale e il 3% di deficit nominale” per finanziare alcune prime misure.

Moavero ha confermato che nel 2014 l‘Italia potrà aumentare l‘indebitamento al 2,9% del Pil, a fronte dell‘1,8% attuale.

Come accade il più delle volte, il Tesoro alzerà l‘indebitamento tendenziale del prossimo anno a un livello vicino al 2,5% indicato dalla Commissione europea. In questo caso il margine sarebbe pari a mezzo punto di Pil, circa 7-8 miliardi.

Il ministro punta anche sui circa 12 miliardi di nuovi cofinanziamenti interni dei fondi strutturali europei che l‘Italia avrà a disposizione nel triennio 2013-2015. Le risorse andranno a finanziare le politiche per il lavoro, non solo gli investimenti produttivi.

Al cronista che chiede da dove derivino questi 12 miliardi, Giovannini risponde: “C‘è la possibilità di non contare questo finanziamento nei saldi, ma è un‘ipotesi che in questo momento non è praticabile perché sarebbe una sorta di golden rule. Guardando in termini più dinamici, si può agire su un aumento graduale del cofinanziamento europeo”.

“Ma tutto questo fa parte di un discorso che si può aprire solo dopo l‘eliminazione della procedura per deficit eccessivo”, conclude Giovannini.

(Giselda Vagnoni e Giuseppe Fonte)

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