21 maggio 2013 / 11:54 / 4 anni fa

Fiat Industrial-Cnh intende avere residenza fiscale UK

MILANO (Reuters) - La società che nascerà dalla fusione tra Fiat Industrial e la controllata Cnh intende operare in modo da essere trattata come residente fiscalmente nel Regno Unito, secondo il prospetto informativo inviato alla Sec per la quotazione.

“DutchCo (la società che nascerà dalla fusione) intende operare in modo da essere considerata residente nel Regno Unito”, dice il prospetto.

Si potrebbe però applicare un‘ipotesi di presunzione di residenza in Italia, aggiunge.

“In ogni caso, DutchCo intende fare in modo che la struttura dei manager e organizzativa sia tale che la società venga considerata residente nel Regno Unito dall‘incorporazione, sulla base del trattato fiscale Italia-Regno Unito”.

Fiat Industrial ha attualmente un tax rate del 36%, che corrisponde a 536 milioni di euro, più 28 milioni di Irap.

La Gran Bretagna ha tagliato le tasse sulle imprese in modo deciso negli ultimi anni, dal 30% del 2007 al 20%, aliquota prevista per il 2015.

Il governo britannico da parte sua ha criticato aspramente i gruppi che fanno il grosso del fatturato nel Paese, ma pagano le tasse altrove perchè hanno sede all‘estero.

UN PASSO VERSO NUOVA SOCIETA’

La presentazione dei documenti alle autorità di borsa Usa sono un passaggio verso la quotazione della nuova società.

A inizio aprile Sergio Marchionne, presidente di Fiat Industrial, ha detto che la fusione dovrebbe essere efficace dal terzo trimestre di quest‘anno.

Il nuovo gruppo “avrà la flessibilità necessaria per cogliere le opportunità di crescita e di consolidamento che si dovessero presentare, coerenti con le ambizioni di un‘azienda leader”, ha detto il presidente in quella occasione.

E’ stato sempre Marchionne, a fine aprile, ad annunciare che era stato avviata la richiesta alla Sec per la quotazione a Wall Street del gruppo che nascerà dalla fusione.

LETTA NON NE PARLERA’ CON CAMERON, LANDINI CHIEDE INTERVENTO

Finora dal governo di Roma non sono giunti commenti sulla mossa del gruppo torinese ma, secondo un diplomatico italiano, il presidente del Consiglio, Enrico Letta, non conta di discutere con David Cameron della questione in occasione del vertice Ue di domani.

“Ovviamente questo argomento non sarà oggetto di discussione domani”, ha detto Armando Varricchio, consigliere diplomatico di Letta, riferendosi al bilaterale con Cameron previsto a margine del summit.

A fare pressione sul governo è la Fiom-Cgil che chiede l‘avvio di un confronto con sindacati e Fiat per impedire il trasferimento.

Il leader della Fiom, Maurizio Landini, ha chiesto che “il nuovo governo convochi immediatamente un tavolo con Fiat e le organizzazioni sindacali perché si possa fermare un processo che sta portando le attività e la testa della Fiat fuori dall‘Italia”.

(Stefano Rebaudo)

(Redazione Milano,reutersitaly@thomsonreuters.com,+39 02 66129431, Reuters messaging: stefano.rebaudo.reuters.com@reuters.net)

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