May 17, 2013 / 1:28 PM / 5 years ago

Rcs,da tempo contatti su debito con alcune banche,strada stretta

MILANO (Reuters) - Rcs ha in corso da tempo contatti con alcune delle banche creditrici per tentare di rivedere le condizioni di rifinanziamento del debito concordate a metà aprile, anche se la strada appare molto stretta.

Il presidente di Intesa San Paolo Giovanni Bazoli. REUTERS/Alessandro Garofalo

Lo dicono diverse fonti vicine alla vicenda dopo le indiscrezioni stampa emerse sul tema.

Un possibile miglioramento dei termini del rifinanziamento, che le banche hanno voluto vincolare all’esecuzione dell’aumento di capitale da almeno 400 milioni su cui dovrà votare l’assemblea di fine maggio, potrebbe essere un elemento chiave per indurre alcuni soci, oggi riluttanti, a partecipare alla ricapitalizzazione.

“Un certo tipo di trattative tra Rcs e alcune banche per migliorare le condizione dell’indebitamento è partito già da qualche tempo, non è una novità degli ultimi giorni”, dice una delle fonti. I principali interlocutori, conferma la fonte, sarebbero Intesa SP e Ubi, la prima esposta per 300 milioni e socia storica del patto di Rcs, dove Giovanni Bazoli ha sempre avuto il ruolo di paziente mediatore tra gli azionisti; la seconda (esposta con una linea di credito di 200 milioni non interamente utlizzata) in linea di principio disponibile a non far mancare il suo sostegno al gruppo, come ha lasciato intendere l’AD Victor Massiah .

Le altre banche creditrici sono Pop Milano, il gruppo Bnl/BNP e Unicredit; e qui il percorso delle trattative potrebbe farsi più difficile. Più fonti hanno riferito in questi mesi come Unicredit (esposta per 100 milioni) sia stata la banca più severa nella discussione sui termini del rifinanziamento, che coprirà solo una parte del debiti in scadenza obbligando Rcs a versare agli istituti circa la metà delle entrate dell’aumento. E’ questo uno dei punti che potrebbe essere oggetto di trattative perchè tra i più criticati dagli azionisti, maldisposti a versare liquidità che verrebbe immediatamente girata alle banche. Un altro tema è il costo del nuovo debito, salito al 6,3% dal tasso bassissimo - meno dell’1% - concesso nel 2006 dalle banche per finanziare il costoso acquisto di Recoletos (oggi Unidad Editorial).

Se dunque una seconda fonte si dice fiduciosa che “l’impressione è che la strada di una revisione del rifinanziamento sia ormai ben avviata”, una terza si mostra assai più prudente. “Non credo che funzionerà, nè che io sappia sono stati aperti tavoli formali. La discussione tra Rcs le banche è già stata molto lunga, la società va molto male, gli spazi per una revisione degli accordi mi paiono molto stretti”. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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