May 13, 2013 / 7:08 AM / 6 years ago

Btp chiude in calo su prese di benefico, spread a 262 punti base

MILANO (Reuters) - Chiudono confermando il calo visto già nel corso della seduta i Btp, con lo spread che è rimasto nel pomeriggio in area 262 punti base.

La cancelliera tedesca Merkel e il premier Enrico Letta a Berlino il 30 aprile scorso. REUTERS/Jesco Denzel/BPA/Handout

Le debolezza del mercato - iniziata già alla fine della scorsa settimana - è attribuita per lo più a prese di beneficio dopo il forte rally che dura da più di un mese, con l’accelerazione arrivata con la decisione della Boj (4 aprile) di potenziare il programma di acquisto di titoli di stato.

“Più di un mese di rally è molto, da una parte l’effetto si sta un po’ esaurendo, dall’altra stiamo vedendo un po’ di prese di beneficio soprattutto sui mercati della periferia” dice Alessandro Giansanti, strategist di Ing. “Si è arrivati a livelli di rendimento molto bassi e ora occorre ritrovare un equilibrio”.

Su piattaforma Tradeweb il differenziale di rendimento tra decennali italiani e tedeschi in chiusura è in area 262 punti base dai 253 della chiusura di venerdì.

Parallelamente, il tasso sul dieci anni risale in area 3,966% dal 3,91% dell’ultima chiusura.

“Ora perchè ci possa essere un nuovo rally - che porterebbe lo spread sotto quota 200 pb - occorrerebbe un’azione da parte delle agenzia di rating, almeno con la rimozione dell’outlook negativo, visto che tra le motivazioni c’è anche la supposta difficoltà di collocare titoli di Stato” dice ancora Giansanti.

Il Tesoro in effetti continua a riscuotere successi alle aste. Dopo il tutto esaurito nel collocamento dell’asta Bot a un anno di venerdì a rendimenti ai minimi storici, oggi il Tesoro italiano ha collocato 8 miliardi, il massimo del range di offerta, a rendimenti comunque in calo.

L’attenzione del mercato torna a focalizzarsi sull’attività economica e sulla politica in Italia, ancora la prima debole, la seconda incerta.

Questi problemi si intrecciano tra il filone della revisione dell’Imu, quello del finanziamento della cassa integrazione in deroga, con la carta da giocare a Bruxelles sull’aumento al 2,9% - dall’attuale 1,8% - del rapporto deficit/pil 2014.

“Mi aspetto un andamento simile a quello di oggi anche domani, con gli investitori che devono consolidare le posizioni” dice un dealer.

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